Agorà 4.0: Carta (coordinatore nazionale), “skill economy chiede nuova formazione intellettuale e professionale”

“Circa 1,8 milioni di posti di lavoro saranno spazzati via entro il 2020 – lavori ripetitivi come cassieri e operai delle fabbriche, o pericolosi come quelli che espongono i lavoratori a sostanze chimiche tossiche – ma ne verranno creati oltre 2,3 milioni”. A delineare il quadro delle trasformazioni del lavoro nell’era dell’industria 4.0 è Giacomo Carta, coordinatore nazionale Giovani delle Acli, introducendo questa mattina a Roma la prima sessione di “Agorà 4.0”, l’incontro tematico organizzato in occasione dell’Assemblea nazionale dell’associazione, in corso fino a domani a Roma. Tema della prima sessione, “Giovani. Opportunità di formazione e lavoro”. Reinventarsi è fondamentale, ma come farlo “in tempi utili – si chiede Carta – se le maggiori aziende che operano nell’industria 4.0, e che sono dirette responsabili di questa rivoluzione, pur vantando ricavi da capogiro, divorano forza lavoro ad una velocita impressionante, fissando un impatto sull’occupazione con un dato inversamente proporzionale alla loro crescita economica?”.
Una risposta, spiega, può essere individuata “nella condivisione del know-how” posseduto dai “grandi colossi dell’industria 4.0: gettare le fondamenta per una nuova formazione intellettuale e soprattutto professionale”. Data analyst, designer engineer, cyber security specialist, innovation manager, big data scientist, robotics & automation manager, cognitive computing, business intelligent analyst, digital learning specialist sono solo alcuni esempi di figure professionali altamente ricercate nel mondo dell’industria 4.0. E l’offerta non riesce a soddisfare la domanda. Secondo Carta, “la nascita di questa nuova skill economy richiede uno sforzo evolutivo assai impegnativo per i governi dei paesi occidentali e fondamentale sarà l’aiuto che i grandi attori che operano al suo interno, ricavandone enormi profitti. Decisiva, infine, sarà la capacità dei governi di trarre, da queste realtà 4.0, il maggiore vantaggio per concretizzare un necessario passo evolutivo”.

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