Venezuela: Briceño (Signis), “per anni formati cittadini e reporter di strada” anche grazie alla Chiesa

“Un lavoro lungo e inizialmente nascosto, per formare reporter di strada, giornalisti competenti, comunicatori e cittadini in grado di usare i social network e le nuove tecnologie per ampliare spazi di democrazia e partecipazione. È quello che ha favorito la Chiesa in Venezuela”. Lo scrive, in un intervento per il Sir, padre Néstor Briceño Lugo, presidente dell’Associazione cattolica venezuelana per la comunicazione Signis Venezuela. “Questo lavoro .- scrive il giornalista, che è anche docente all’Università Cattolica Andrés Bello di Caracas -, arriva proprio ora al suo culmine, nel momento in cui la credibilità dell’istituzione ecclesiale serve come sostegno alla teoria che l’Assemblea nazionale è pienamente legittimata dalla Costituzione, smontando in tal modo la farsa legale con la quale si pretende di sostenere Maduro nella sua permanenza al potere”. A partire dal 2007, quando fu chiuso il canale Rctv, “il giornalismo in Venezuela inizia a organizzarsi in maniera diversa. Esso si accompagna con le nuove tecnologie a livello di informazione e comunicazione. Molti mesi hanno iniziato a essere pubblicati in digitale, cosa che inizia a dare una certa libertà e a superare la censura. Così, Twitter, Youtube, Instagram e molti altri social network e media si sono convertiti nella piattaforma d’incontro del giornalismo dei professionisti con il giornalismo dei cittadini. A partire dal 2013, si è lottato per formare cittadini a operare come reporter di strada. Da lodare, a questo proposito, il lavoro fatto dal Centro Gumilla, emanazione dei gesuiti, dalla Radio Fe y Alegría e dal giornalista Luis Carlos Díaz (@LuisCarlos in Twitter), tra i molti altri.”

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