Ue: Becchetti (Cvx), “animare culturalmente società”. Tassinari (Acli), “no a logiche da Far west. Partecipazione cittadini a costruzione bene comune”

foto SIR/Marco Calvarese

“Quando realtà diverse si raccolgono, il risultato è di gran lunga superiore rispetto a quello che potrebbero fare singolarmente”. Non ha dubbi Leonardo Becchetti (Cvx). Intervenuto alla presentazione del documento “I 6 punti dell’Europa che vogliamo”, testo condiviso da Retinopera in vista delle elezioni europee del prossimo 26 maggio e illustrato oggi a Roma, presso l’Ufficio in Italia dell’Europarlamento, l’economista si sofferma sulla necessità di uno sviluppo sostenibile. “Con la guerra economica di Trump – spiega – la crescita mondiale ha subito un brusco arresto. La società della rabbia e del conflitto, oltre a distruggere umanamente le persone sta distruggendo risorse. Noi cattolici sentiamo l’urgenza di questo momento difficile e vogliamo stimolare e animare culturalmente la società perché abbiamo bisogno di costruire un modello diverso”. “Di un mondo nel quale non prevalga una visione da Far west improntata a forza, dumping sociale, logiche della speculazione e della sopraffazione”, aggiunge Stefano Tassinari, vicepresidente Acli, sottolineando che “noi abbiamo bisogno dell’Europa ma l’Europa ha bisogno della società civile, dell’associazionismo, di cittadini che, contro la disgregazione, possano partecipare alla costruzione del bene comune”. Per Carla Collicelli (Masci), l’Europa “sta vivendo una crisi interna che le impedisce di essere portatrice di valori universali. Nasce anche da qui l’ascesa di nazionalismi e sovranismi. Non c’è identità collettiva senza cultura comune”, conclude.

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