Salute: dedicato a “Cura e cultura della salute” il nuovo corso dell’Issr Mater Ecclesiae di Roma. Inaugurazione il 28 febbraio

“Cura e cultura della salute: che cosa sta cambiando?”. È questo il titolo del corso organizzato dall’Istituto superiore di Scienze religiose Mater Ecclesiae della Pontificia Università S. Tommaso d’Aquino di Roma, per promuovere la cultura cristiana della cura e della salute, tenendo presenti le trasformazioni e le contraddizioni in corso. Il percorso di studi nasce dalla constatazione che a fronte di una maggiore longevità della popolazione, aumentano le patologie croniche e degenerative per le quali indubbi sono i risultati della medicina moderna. La tecnologia digitale, molto utile nell’assistenza delle persone non autosufficienti, favorisce l’autonomia delle persone, ma contemporaneamente le immette in un sistema di controllo. In considerazione di questi fattori, il convegno inaugurale del corso – in programma giovedì 28 febbraio – sarà incentrato su “Il diritto alla salute: un impegno civile ed ecclesiale per evitarne il declassamento”. Interverranno mons. Vincenzo Paglia, presidente della Pontificia accademia per la vita, Michael Paluch op, rettore della Pontificia Università S. Tommaso, Giuseppe Marco Salvati op, preside dell’istituto Mater Ecclesiae, Francesco D’Agostino, presidente emerito del Comitato nazionale di bioetica, Luciano Moia, caporedattore di Avvenire, Marco Fortunato e Carmine Cafariello dell’Italian Hospital Group, José Michel Fabi, Aldo Morrone e Palma Sgreccia. L’Istituto Mater Ecclesiae intende contribuire ad un paradigma culturale che, come si legge nel Messaggio per la Giornata del Malato sia “in grado di sfidare l’individualismo e la frammentazione sociale contemporanea, per muovere nuovi legami e varie forme di cooperazione umana tra popoli e culture”. Perché l’attenzione alla cura è attenzione alla civiltà.

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