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Papa ad Abu Dhabi: card. Coutts (Karachi), “un passo avanti perché arrivato da parte musulmana”

(da Karachi) L’incontro di Abu Dhabi e la firma della Dichiarazione congiunta da parte di Papa Francesco e del grande Imam di Al Azhar al Tayyeb, “è un passo avanti nel cammino del dialogo. Un passo avanti importante perché arrivato da parte musulmana. Un punto di ripartenza”. A pochi giorni dal breve viaggio apostolico di Papa Francesco negli Emirati Arabi Uniti, dove ha partecipato al meeting sulla Fratellanza umana promosso dallo sheikh Mohammed bin Zayed Al Nahyan, a tornare sull’argomento è il cardinale pachistano Joseph Coutts, arcivescovo di Karachi, anche lui partecipante al meeting negli Emirati. E lo fa nel corso di una conversazione con il Sir, avvenuta nella più popolosa città pachistana durante una visita di una delegazione di Aiuto alla Chiesa che Soffre, guidata dal suo direttore Alessandro Monteduro. Il cardinale ha ribadito che questa è la direzione da seguire: “Trovare punti di contatto tra le fedi, valori condivisi su cui dialogare per il bene dell’uomo. Resta da capire – ammette il porporato – quale sarà la reazione del mondo islamico davanti al documento. Sappiamo infatti che non esiste una Autorità unica nell’Islam, come è il Papa per i cattolici. Ci sono musulmani moderati attenti al dialogo, come i sufi, ed altri invece, più radicali che non hanno in considerazione credenti di altre fedi. Il titolo del Meeting era sulla fratellanza e non solo sulla tolleranza, un valore su cui costruire rapporti durevoli e di uguaglianza”. Il card. Coutts racconta anche di una esperienza di dialogo che lo vede impegnato ad un imam a contrastare droga e corruzione tra i giovani. “Da circa 10 anni con un imam di Karachi abbiamo intrapreso una jihad contro la corruzione e la droga per salvare i giovani. Siamo attivi in cinque grandi college della città. Portiamo avanti campagne di sensibilizzazione e facciamo conoscere i disastri che droga e corruzione producono nel Paese. La droga e la corruzione sono i veri nemici non i credenti di altre fedi”. Circa la sentenza di assoluzione di Asia Bibi, confermata recentemente dalla Corte Suprema pakistana che ha respinto l’appello dei radicalisti islamici contro la donna cristiana accusata di blasfemia, il cardinale afferma che è “molto importante la decisione della Corte che arriva dopo tre gradi di giudizio”. Circa una possibile visita di Papa Francesco in Pakistan l’arcivescovo di Karachi ricorda che “il Pontefice è stato invitato dalle autorità pakistane nel Paese due anni fa. Speriamo che la visita arrivi presto”.

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