Giornata contro la tratta: Tinyiko Joan Ndaba (Sud Africa), “non possiamo distogliere lo sguardo, siamo tutti responsabili di un terribile crimine”

“Ci sono donne, bambini e uomini che in moltissimi Paesi del mondo vengono sfruttati in modo orrendo: non possiamo distogliere lo sguardo”. Un silenzio attento accoglie le parole di Tinyiko Joan Ndaba, una studentessa del Sud Africa, impegnata nella rete di Talitha Kum, che ha portato la sua testimonianza alla Veglia di preghiera organizzata dal Comitato della Giornata mondiale di preghiera e riflessione contro la tratta di persone in occasione della Giornata mondiale contro la tratta. “Ognuno è responsabile di questo terribile crimine”, ha detto Tinyiko sottolineando che “tutti siamo chiamati a riconoscere la sofferenza di queste persone e possiamo fare qualcosa”. “In un Paese in cui si litiga per il crocifisso nelle aule, i diritti umani sono calpestati e migliaia di donne crocifisse aspettano di essere chiamate per nome”, le ha fatto eco Enkolina, 23 anni, studentessa di relazioni internazionali e volontaria della Comunità Papa Giovanni XXIII. “Spesso – ha raccontato – le ragazze che incontriamo sulla strada ci confondono, ci chiamano Caritas, Papa Giovanni. La bellezza è proprio questa: per loro siamo una Chiesa sola, portiamo la stessa speranza di rinascita”. “In ognuna di queste donne sfruttate c’è tanta dignità e il desiderio di vita nonostante tanto male”, ha aggiunto suor Rosa, francescana dell’Addolorata, che presta servizio al Centro di permanenza e per i rimpatri di Ponte Galeria, come suor Maria Goretti, che insieme ad altre religiose ogni settimana fa visita alle donne ospiti del Cas di Torrenova.

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