Giornata contro la tratta: suor Bonetti (Slaves no more), “è vergognoso che in Paesi cristiani ci siano sfruttamento e schiavitù”

È “una vergogna” che “in Paesi cosiddetti evoluti ed emancipati, con valori cristiani, basati sul riconoscimento della dignità di ogni persona, ci siano ancora tanto sfruttamento e forme subdole di schiavitù e alienazione”. Lo afferma suor Eugenia Bonetti, presidente di “Slaves no more”, l’associazione che da anni lavora per contrastare il fenomeno della tratta, in una riflessione pubblicata sul sito della Campagna Cei “Liberi di partire, liberi di restare”. “Ancora oggi tante donne, provenienti in gran parte da Paesi dell’Est e dall’Africa, vengono schiavizzate e usate sessualmente o come mano d’opera per alimentare un mercato di compra-vendita”, denuncia la religiosa sottolineando che “la donna viene ridotta ad un oggetto senza valore, viene privata della sua dignità e libertà di decisione, sottomessa e usata come se si potesse dare un costo alla vita umana”. “Gruppi mafiosi di sfruttatori si servono della povertà e dell’ignoranza di donne sempre più giovani per arricchirsi e dar vita ad un mercato che è fra i tre mercati più fruttuosi al mondo”, spiega la presidente di “Slaves no more”, evidenziando che la “Giornata di preghiera e riflessione contro la tratta di persone che si celebra oggi “ci ricorda che siamo un po’ tutti e in diversi modi responsabili di questo esodo epocale di tanti fratelli e sorelle che bussano alle nostre porte per offrirci le loro forze lavorative, prendersi cura dei nostri anziani e soprattutto riempire le nostre culle vuote”.

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