Colombia: vescovi, “corruzione grave flagello”. Chiesto più impegno per superare diseguaglianze

“La corruzione ha incrostato la nostra cultura, ha toccato la vita politica, economica e sociale della nostra patria e accettiamo senza reagire questo dato di fatto”, perdendo così l’immenso “valore dell’onorabilità”. Così i vescovi colombiani, nel messaggio presentato oggi in chiusura dell’assemblea plenaria della Conferenza episcopale (Cec). Si tratta, si legge nel testo, di “uno dei più gravi flagelli, che impedisce il progresso delle regioni e distrugge la fiducia nelle istituzioni”. Tuttavia, “il popolo colombiano si è pronunciato in diversi modi contro la corruzione” e in quest’anno caratterizzato da un’altra tornata elettorale, per il rinnovo del governo locale nei dipartimenti e in molte città, “abbiamo l’opportunità di fare dei passi in avanti nella lotta contro questo cancro della corruzione e di costruire insieme il bene comune”. Il messaggio della Cec prosegue ringraziando e guardando con speranza ai tanti “servitori pubblici, politici, imprenditori e cittadini onesti, sinceri e servitori, che sentono e pensano in funzione del bene comune”. L’ultima parte del messaggio è dedicato al tema dell’equità e della solidarietà. Pur riconoscendo che nella storia della Colombia sono esistite tante realtà e persone attente alla promozione umana, i vescovi chiedono di fare passi in avanti “nell’impegno di servizio e solidarietà verso i poveri, gli emarginati e i migranti”. Tutto questo “implica un lavoro deciso per l’inclusione sociale e l’equità, che sono vie di giustizia e autentico sviluppo. E’ il momento di fare di più per superare le profonde diseguaglianze che esistono tra fratelli di una stessa nazione; in particolare lo sguardo va diretto alle regioni più emarginate”. Infine, la Cec invita ancora una volta alla generosa solidarietà verso i migranti venezuelani, ringraziando per quanto è stato fatto finora.

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