Argentina: vescovi del Nordest mettono in guardia contro modello estrattivista ed espansione monoculture agricole

“Ci preoccupa la logica economicistica, che impone il paradigma tecnocratico, la cui finalità è di consumare e produrre, mettendo in secondo piano la dignità della persona e la giusta distribuzione dei beni per lo sviluppo umano integrale”. In particolare, “riteniamo importante sottolineare la connessione tra il modello tecnocratico estrattivista e il clima, l’acqua e lo stile di vita delle comunità. Tutto questo genera nuove forme di povertà, che cacciano le persone dai propri luoghi d’origine e le fanno restare sempre più indietro”. La denuncia arriva dai vescovi del Nordest argentino, che hanno pubblicato un messaggio al termine del loro incontro, che si è svolto a Salta dal 4 al 6 febbraio, per sensibilizzare i fedeli, le autorità e l’opinione pubblica sul fenomeno delle monoculture massicce e intensive che minacciano l’ambiente in questa parte dell’Argentina. Nella nota si condanna “l’espansione indiscriminata dei fondi agricoli, che comportano la deforestazione di grandi estensioni di boschi originari”. In conseguenza di ciò, “il suolo diventa vulnerabile all’erosione provocata dalla pioggia e la conseguenza sono le inondazioni sempre più frequenti”. Prosegue il messaggio: “Appoggiamo decisamente le comunità che reclamano il loro diritto a partecipare alle decisioni che recano un danno alla vita personale, familiare e alle risorse naturali, attraverso le quali si sviluppano la vita e la cultura”. All’inizio di un anno elettorale e nella prospettiva del Sinodo Panamazzonico, “riteniamo che nessuno possa restare indifferente davanti al grido dei poveri e della madre terra, soprattutto coloro che sono chiamati a prendere decisioni politiche”.

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