Venezuela: Guaidó, “l’Italia mi sosterrà. No intervento militare, non vogliamo invasione ‘gringa’ ma Paese libero”

L’Italia? “E’ un Paese fratello. In Venezuela tanti discendono dagli italiani. I vostri immigrati hanno contribuito al nostro sviluppo. Anche loro sono in attesa dei passi che intraprenderà nei prossimi giorni il governo. Sono sicuro che alla fine si deciderà a sostenere il legittimo presidente”. Lo afferma il presidente ad interim autoproclamato Juan Guaidó in un’intervista ad “Avvenire”. Guaidó ha risposto alle domande nel corso della sua visita di ieri all’Università Cattolica Andrés Bello (Ucab), gestita dalla Compagnia di Gesù. Qui ha incontrato diversi studenti, tornando nell’ateneo dove si è svolta la sua formazione. Nell’intervista il presidente ad interim si dice fermamente contrario all’ipotesi di un intervento militare guidato dagli Usa: “Certo che no. Ci mancherebbe altro. Né io né il resto dell’opposizione vogliamo un’invasione ‘gringa’. Non vogliamo, però, che il Venezuela resti dominato da una dittatura”. Guaidó spiega di non essere il burattino di nessuno, tantomeno di Trump: “Sono solo un militante che vuole un Venezuela libero. Mi tocca, per questo, una grande responsabilità: quella di gestire al meglio la fase cruciale in cui ci troviamo, mantenendo il popolo mobilitato nella battaglia per la dignità. Il Venezuela sta dimostrando ancora una volta il suo spirito eroico e combattivo. Il Paese ha ricominciato a credere in sé stesso. Per questo sono fiducioso. Riusciremo a riconquistare la libertà”. Il presidente fa notare: “Credo che più che concentrarsi sulla mia persona si dovrebbe considerare il lavoro compiuto in questi anni, con fatica, dall’opposizione. Abbiamo creato reti, fatto campagna porta a porta nei quartieri popolari. Il momento attuale, che io definisco di rinascita – perché i cittadini hanno finalmente ritrovato la speranza – è il frutto di un lungo lavoro”.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Chiesa