Senato: approvata in prima lettura la legge che riduce il numero dei parlamentari

Il Senato ha approvato con 185 voti favorevoli, 54 contrari e 4 astenuti, il disegno di legge costituzionale che prevede la riduzione del numero dei parlamentari: da 630 a 400 i deputati, da 315 a 200 i senatori. L’iter della riforma, comunque, è ancora molto lungo. Trattandosi di una revisione costituzionale, infatti, per il varo definitivo della legge sarà necessaria l’approvazione della Camera e, dopo un periodo di almeno tre mesi, una seconda deliberazione da parte di entrambi i rami del Parlamento. Qualora nella seconda lettura non venga raggiunto il quorum dei due terzi dei componenti, il disegno di legge potrà poi essere sottoposto a referendum. Il testo approvato oggi dal Senato prevede anche la riduzione del numero dei parlamentari eletti all’estero (da 12 a 8 i deputati, da 6 a 4 i senatori) e fissa un tetto complessivo di 5 per i senatori a vita nominati dal Presidente della Repubblica. La Costituzione già prevede che il Presidente possa nominarne 5, ma l’attuale norma è stata anche interpretata (soltanto da Pertini e Cossiga) non come numero massimo di senatori a vita in carica, ma come potestà di nomina da parte di ciascun Capo dello Stato, con la possibile conseguenza di un numero totale superiore.
Una volta che la legge costituzionale sarà definitivamente approvata, le nuove norme si applicheranno “a decorrere dalla data del primo scioglimento o della prima cessazione delle Camere successiva alla data di entrata in vigore” della legge stessa.

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