Santa Sede: card. Parolin, “non ingerisce nella vita degli Stati ma è a servizio dell’essere umano”

La Santa Sede “non ingerisce nella vita degli Stati, ma è un ascoltatore attento e sensibile con il sincero desiderio di porsi a servizio dell’essere umano”. Lo ha ribadito il card. Pietro Parolin, segretario di Stato vaticano, sottolineando che “è premura della Chiesa favorire società pacifiche e riconciliate”. Nella relazione che ha concluso i lavori del Convegno “Santa Sede e Stato Città del Vaticano nel nuovo contesto internazionale”, organizzato dalla Scuola di Alta formazione in diritto canonico, ecclesiastico e vaticano della Lumsa in occasione del 90° anniversario dei Patti Lateranensi, il card. Parolin ha ricordato che “l’impegno della Santa Sede è connesso alla sua missione spirituale”. Un impegno, ha osservato, “tanto più attuale oggi, che la tensione forte tra la globalizzazione e i localismi sembra aprire scenari passati mettendo in pericolo i successi della diplomazia”. La Santa Sede, ha aggiunto, “ha appoggiato lo sviluppo della normativa sui diritti umani” che “oggi è una tematica problematica sul piano pratico per le violazioni in diverse parti del mondo e sul piano teorico per la progressiva perdita di senso e la mancanza di consenso sul loro fondamento”. “La Santa Sede – ha detto il card. Parolin – è impegnata a far crescere una corretta nozione dei diritti umani perché è in gioco la salvaguardia dell’uomo”. Oltre che a promuovere la “tutela della libertà religiosa, il fondamento di ogni diritto”.

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