Economia: mons. Bollati, “ha commissariato il potere reale delle democrazie”

“L’esperimento capitalista è giunto ad un suo frutto maturo: l’economia è finalmente arrivata a dominare in modo esplicito anche la politica”. Lo scrive mons. Riccardo Bollati, segretario aggiunto della Commissione Teologica internazionale, ne “Il potere del denaro per il bene comune” (edizioni Lev), una raccolta di riflessioni etico-economiche a partire da “Oeconomicae et pecuniariae questiones”. “Politica ed economia si sono progressivamente emancipate dalla morale, o almeno da una morale che le costringesse a seguire percorsi non autoreferenziali”, sottolinea Bollati. Che, poi, riflette sul fatto che “l’economia, esercitando un potere sempre maggiore sulla politica, da una parte, è arrivata a sottomettere al giudizio e all’influenza dei mercati gli stessi Stati, con il loro ordinamento, e intere nazioni; dall’altra, ha commissariato il potere reale delle democrazie, rendendo di fatto politicamente irrilevanti milioni di uomini e donne ed accrescendone le disparità sociali”. “Questo fatto non ci può lasciare indifferenti”. A suo avviso, “l’economia e la politica, benché abbiano leggi proprie, solo se accettano di essere al servizio di un’antropologia e di una morale centrate sul valore unico della persona umana, sono in grado di sprigionare a catena tutte le positive potenzialità che sono loro proprie”. “Né l’economia può risolversi in un capitolo della politica, né la politica in uno dell’economia, perché entrambe sono chiamate a ricapitolarsi intorno all’antropologia e all’etica”. Ma “solo un’etica centrata sul valore intangibile e trascendente della persona umana riesce a tenere insieme crescita economica e positività sociale”. Spetta, secondo mons. Bollati, alle “principali istituzioni chiamate a regolare economia e politica” il compito di “non rimanere a lungo impermeabili all’etica senza degradarsi”.

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