Patti Lateranensi: domani alla Lumsa un convegno a 90 anni dalla firma

Era l’11 febbraio 1929 quando venivano firmati i Patti Lateranensi, che sancirono l’inizio di relazioni bilaterali tra Italia e Santa Sede. Per celebrare il 90° anniversario della sottoscrizione del Trattato lateranense la scuola di Alta formazione in diritto canonico, ecclesiastico e vaticano della Lumsa organizza domani (a partire dalle 9.30) un convegno dal titolo “Santa Sede e Stato della Città del Vaticano nel nuovo contesto internazionale”. Il convegno riunirà in due sessioni di lavoro alcuni tra i maggiori studiosi del settore per una riflessione pluridisciplinare. Nella prima sessione di lavori, dedicata a “Il Trattato lateranense oggi: sfide e prospettive” sarà rivolta particolare attenzione al documento nella realtà italiana e nel nuovo scenario internazionale. Ai lavori parteciperanno il card. Giuseppe Bertello, presidente del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano insieme al rettore della Lumsa, Francesco Bonini, Paolo Vacana (Lumsa), mons. Antonio Mennini; Giuseppe Dalla Torre, preside della Scuola di alta formazione, coordinerà la sessione. Nella seconda parte del convegno, presieduta da Carlo Cardia (Università Roma Tre) giuristi e storici si soffermeranno su Lo Stato della Città del Vaticano nella nuova realtà europea e globale. La relazione del segretario di Stato card. Pietro Parolin concluderà la giornata. “I Patti Lateranensi – dichiara Giuseppe Dalla Torre – costituirono un evento importante per la nostra storia: chiusero, infatti, il conflitto tra Stato e Chiesa in Italia e composero il caso di coscienza dei cattolici italiani, divisi tra le ragioni di due fedeltà, alla Chiesa ed alla Patria. La prova del tempo trascorso da quell’11 febbraio del 1929, giorno della firma degli Accordi, ha fatto emergere la bontà delle soluzioni allora trovate, che manifestano ancora oggi una singolare vitalità”. La revisione del Concordato, avvenuta nel 1984, “ha costituito conferma e sviluppo di un programma di collaborazione tra Stato e Chiesa, che nel rispetto della laicità è diretto alla promozione dell’uomo e al bene del Paese”, aggiunge Dalla Torre.

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