Niger: Santoro (Cild), “accordo con Italia favorisce esportazione di armi”

L’Accordo Italia-Niger “non rappresenta la base giuridica per una missione, ma il modo per permettere la donazione di armi e creare un’economia per aziende private italiane che possono esportare armi in maniera facilitata”. Lo ha denunciato Gennaro Santoro, della Coalizione italiana per le libertà e i diritti civili (Cild), sottolineando che il Governo “in modo autarchico e anarchico pensa agli interessi economici”. “Speriamo che il Parlamento possa portare avanti le nostre istanze”, è stato l’auspicio del rappresentante di Cild, la Coalizione che insieme all’Associazione Studi Giuridici sull’Immigrazione (Asgi) e a Rete Disarmo chiede di conoscere il contenuto delle Lettere tra i due Stati che di fatto costituiscono la base giuridica per la missione militare in Niger che ha come obiettivo il controllo dei confini (e dunque dei flussi migratori verso o di ritorno dalla Libia). Al momento, infatti, grazie allo strumento dell’accesso civico, le tre associazioni sono riuscite a rendere noto solo il testo dell’Accordo. Che, ha ricordato Francesco Vignarca di Rete Disarmo, “è poco specifico, è una sorta di copia e incolla degli altri e non tiene conto della situazione del Paese in questione tanto che si fa riferimento a possibili visite di navi anche se il Niger non ha sbocchi marittimi”. L’Accordo, ha osservato ancora Vignarca, “si inserisce in quella pratica poco ortodossa del ricorso ad accordi in forma semplificata che vengono sottratti al procedimento di previa autorizzazione legislativa alla ratifica e, dunque, al controllo delle Camere prima che essi impegnino lo Stato italiano”.

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