Niger: Asgi-Cild e Rete Disarmo, “conoscere veri accordi prima di prorogare la missione”

La missione italiana in Niger decollata a settembre scorso dopo mesi di stallo non è mai passata per il Parlamento ed è oggetto di una richiesta di chiarimenti per conoscerne i veri scopi. “Dopo la sentenza del Tar del Lazio, facciamo appello al Consiglio di Stato per conoscere i contenuti delle Lettere che costituiscono lo scambio reale tra Italia e Niger” e su cui di fatto si base la missione all’estero che vede coinvolti circa 470 militari. Lo ha annunciato Salvatore Fachile, dell’Associazione Studi Giuridici sull’Immigrazione (ASGI), che insieme alla Coalizione italiana per le libertà e i diritti civili (Cild) e a Rete Disarmo, chiede al Parlamento di accedere a questi due documenti prima che venga prorogata una missione “al buio”. Grazie allo strumento dell’accesso civico, infatti, le associazioni sono riuscite ad accedere all’Accordo Italia-Niger sottoscritto dai rispettivi Governi il 26 settembre 2017 ma non ratificato dal Parlamento italiano e mai reso pubblico finora, ma non alle Lettere tra i due Stati. Occorre “ristabilire i principi democratici di base” e “ribaltare quella prassi per cui tutto è riservato, salvo alcune eccezioni, mentre invece tutto dovrebbe essere pubblicato tranne in alcuni casi previsti dalla legge”, ha spiegato Fachile intervenendo alla conferenza stampa in cui è stato reso noto il testo dell’Accordo. “La conoscenza degli atti della Pubblica Amministrazione – ha sottolineato – significa democrazia”. Secondo Lucia Gennari, di Asgi, la conoscenza di tali documenti è fondamentale per autorizzare la proroga della missione dal momento che “l’Accordo non è dettagliato e difficilmente può essere sconsiderato una base giuridica per l’intervento”.

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