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Mutilazioni genitali femminili: Unicef, Unfpa e Un Women insieme per fermare "uno degli atti di violenza di genere più disumani" | AgenSIR

Mutilazioni genitali femminili: Unicef, Unfpa e Un Women insieme per fermare “uno degli atti di violenza di genere più disumani”

(Foto: Unicef)

“Nella Giornata internazionale di tolleranza zero alle mutilazioni genitali femminili, riaffermiamo il nostro impegno a porre fine a questa violazione dei diritti umani”. Uniscono le loro voci Natalia Kanem, direttore generale Unfpa, Henrietta H. Fore, direttore generale Unicef e Phumzile Mlambo-Ngcuka, direttore generale Un Women per difendere le decine di milioni di ragazze che oggi rischiano di essere mutilate entro il 2030. E – in un comunicato congiunto – portano la drammatica testimonianza di Mary: “Mary Oloiparuni aveva 13 anni quando è stata mutilata. Rinchiusa in una stanza a casa sua, la mattina presto, è stata mutilata, ha sanguinato abbondantemente e provato un dolore enorme. Le cicatrici che porta continuano a causarle dolore ancora oggi, 19 anni dopo, e hanno reso ogni parto dei suoi 5 figli un’esperienza straziante. Oggi, nel mondo, almeno 200 milioni di donne e ragazze sono state sottoposte a mutilazioni genitali femminili – subendo uno degli atti di violenza di genere più disumani al mondo”. Le rappresentanti di Unicef, Unfpa e Un Women si dicono fermamente contrarie a rendere questa mutilazione una pratica medica. “Questo non significa che sia più sicura – sottolineano –, perché si tratta ancora di rimuovere e danneggiare tessuti sani e normali e interferisce con le funzioni naturali del corpo di una donna o ragazza”. La campagna contro le mutilazioni genitali femminili ha portato una diminuzione di casi. Ma questo non è ancora sufficiente. Occorre l’impegno di tutti, dei governi così come delle singole comunità. “Questo impegno è importante – scrivono – perché le mutilazioni genitali femminili causano conseguenze fisiche, psicologiche e sociali di lungo periodo. Nel 2015, i leader del mondo hanno appoggiato massicciamente l’eliminazione delle mutilazioni genitali femminili come uno degli obiettivi dell’Agenda di Sviluppo Sostenibile 2030. È un obiettivo raggiungibile e dobbiamo agire adesso per tradurre questo impegno politico in azioni concrete”.

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