Gilet gialli: p. Costa (Aggiornamenti sociali), “da conflitti sociali di questo genere non si esce se non attraverso il dialogo sociale”

La protesta portata avanti dai gilet gialli manifesta “una difficoltà che interessa non solo la Francia, ma tutti i Paesi avanzati”. “Da conflitti sociali di questo genere non si esce se non attraverso il dialogo sociale. Perché questo sia efficace, però, è necessario che la società disponga di un know-how e di istituzioni o forme organizzate di mediazione, che evitino la polarizzazione del confronto tra pretese individuali (o al massimo di gruppi molto omogenei) irriducibili tra loro”. Lo scrive padre Giacomo Costa, direttore di Aggiornamenti sociali nell’editoriale del numero di febbraio in uscita in questi giorni. Secondo Costa, quanto sta accadendo Oltralpe è “una sorta di sismografo dei nostri tempi: dinamiche globali ampie e profonde si declinano con modalità e forme diverse in specifici contesti nazionali”. “Per questo – commenta – è interessante mettersi in ascolto di quanto sta accadendo in Francia, rispettandone la specificità e quindi evitando di omologarlo con troppa rapidità e superficialità a vicende di casa nostra”. Il direttore analizza “il profilo della protesta”, caratterizzata da diversi elementi: “Il carico fiscale e la sua distribuzione”, il “desiderio di rispetto e di riconoscimento in quanto cittadini”, “l’opposizione radicale al presidente Macron” e anche “il ricorso alla violenza”. Secondo il gesuita, “la polarizzazione della polemica sulla persona di Macron non aiuta la costruzione di percorsi di soluzione, mentre va riconosciuto nell’agenda governativa un retrogusto di marketing politico”. Costa indica poi alcuni fattori “che possono portare all’inceppamento della democrazia”: si tratta del “peso concreto dei tanti riduzionismi oggi in circolazione”, della “necessità sempre più concreta di conciliare la questione della sostenibilità ecologica con quella sociale” e della “constatazione della rabbia che anima la protesta”. Ricordando la funzione dei “corpi intermedi”, il direttore sottolinea che “senza il decentramento dell’individuo e il riconoscimento della parzialità di ciascuno non può aprirsi un vero spazio di dialogo e incontro”. “È proprio sulla capacità di aprire spazi di mediazione all’interno della società che si gioca il senso di una leadership politica che non voglia ridursi a tecnica di gestione del consenso a vantaggio degli interessi di alcuni: è questa – conclude Costa – la sfida che hanno di fronte Macron in Francia e tutti i suoi colleghi negli altri Paesi”.

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