Funerali di Marisa Amato: mons. Nosiglia (Torino), “sussulto di dignità e di rimorso di coscienza sfoci nell’assunzione delle proprie responsabilità”

“Una eredità preziosa che è l’esempio della sua vita, della sua fede, del suo sacrifico, del suo amore: prendete dunque forza e coraggio nei vostri cuori e camminate sempre uniti e concordi insieme a lei che dal cielo continuerà a proteggervi, vegliando sulla vostra casa con la stessa intensità di affetto che vi dimostrava e che mai verrà meno”. È il pensiero rivolto da mons. Cesare Nosiglia, arcivescovo di Torino, ai familiari di Marisa Amato, la 65enne morta dopo essere rimasta paralizzata per le ferite riportate il 3 giugno 2017 durante la finale di Champions League Juve-Real Madrid. Nella lettera inviata al parroco in occasione dei funerali che si sono celebrati oggi, mons. Nosiglia ha invitato a pregare “perché il Signore susciti in chi ha determinato con il suo comportamento la tragedia di Piazza San Carlo un sussulto di dignità e di rimorso di coscienza che sfoci nell’assunzione delle proprie responsabilità, riconosciute di fronte alla giustizia umana, e condizione necessaria per ottenere la misericordia di Dio e vincere così il male con il bene”. “E preghiamo anche per la nostra città ferita affinché la morte di Marisa susciti in ogni suo cittadino e in chi ha più responsabilità della cosa pubblica un forte impegno di ripresa morale fondata su quei valori cristiani e civili che aiutino tutti a farsi carico di una convivenza cittadina pacifica e solidale – ha concluso -, soprattutto verso i tanti poveri e sofferenti che vivono nella nostra città, come ci ha mostrato e invitato a fare Marisa”.

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