Economia sociale: Jahier (Cese), “programma d’azione che permetta a queste imprese di liberare il proprio potenziale”

(Bruxelles) Sono 2,8 milioni le imprese e organizzazioni di economia sociale in Europa, con 13,6 milioni di lavoratori coinvolti per produrre l’8% del Pil dell’Europa, un settore dell’economia che ha il segno positivo nell’andamento occupazionale. “Se molto è stato raggiunto in questi anni” nel riconoscimento di questa fetta dell’economia “molto resta da fare per consolidare questi risultati per la prossima legislatura”, ha detto oggi Luca Jahier, presidente del Comitato economico e sociale (Cese), aprendo a Bruxelles l’evento su “Economia sociale per il futuro dell’Ue”. “È un settore con enormi capacità di resilienza e sostenibilità”, uno “strumento chiave per dimostrare” i valori su cui si fonda l’Ue, un ambito capace di “innovazione”, ma serve un “programma d’azione che permetta a queste imprese di liberare il proprio potenziale”. Quindi occorre “garantire che questo settore sia considerato nel dibattito politico durante la campagna elettorale” e che, dopo le elezioni, il nuovo Parlamento riavvii le strutture di dialogo e di cooperazione inter-istituzionali che tanto hanno costruito in questi anni. “Se si vuole coesione in Europa” bisogna che l’economia sociale sia considerata alla stregua del sistema economico tradizionale, ha affermato il presidente del Comitato delle Regioni Karl Heinz Lamertz. Tra le necessità segnalate da Lamertz: la chiarezza di una base giuridica.

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