Diocesi: Faenza-Modigliana, nasce il progetto “Liberi di integrarsi” per l’accoglienza di migranti

Favorire percorsi di integrazione lavorativa per i richiedenti protezione internazionale, con priorità per le donne spesso vittime di tratta o di “trafficking”. È l’obiettivo che si propone il progetto “Liberi di integrarsi”, promosso dalla diocesi di Faenza-Modigliana e nato sulla scia della campagna Cei “Liberi di partire, liberi di restare”. Anche in questo caso, il progetto fortemente voluto dal vescovo Mario Toso, intende incentivare la sperimentazione di percorsi di accoglienza, tutela e integrazione dei migranti che giungono nel nostro Paese. Il progetto, gestito dalla Fondazione Pro Solidarietate, vede come soggetti co-gestori alcune associazioni cattoliche locali, che si occupano di accoglienza di giovani migranti vittime di tratta e di trafficking: Farsi prossimo, Francesco Bandini, Amici mondo indiviso/Coop. soc. Ceis A.R.T.E, Comunità Papa Giovanni XXIII. Il progetto è reso possibile grazie ai fondi Conferenza episcopale italiana. Per favorire l’acquisizione di competenze professionali, facilitare un primo ingresso nel mondo del lavoro, supportare progetti di vita volti all’autonomia e sensibilizzare il mercato del lavoro locale all’integrazione dei migranti, saranno attivati corsi professionali per facilitare l’inserimento lavorativo nel campo della ristorazione, dell’estetica e per la realizzazione di semplici lavori di ristrutturazione di interni.

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