Commissione Ue: accesso transfrontaliero sicuro ai dati sanitari. Andriukaitis, “cure migliori, costi minori”

Bruxelles, 6 febbraio: il commissario Vytenis Andriukaitis

(Bruxelles) “Quanti di noi, durante un viaggio o magari al momento di trasferirsi in un altro Stato membro, avrebbero voluto accedere ai propri dati medici per condividerli con un medico in loco? Tra l’altro la possibilità di condividere in modo sicuro le informazioni mediche con i medici all’estero potrebbe non solo migliorare in modo sostanziale la qualità dell’assistenza che riceviamo ma anche produrre effetti positivi sui bilanci sanitari. Sarebbero infatti molto più rari i casi in cui si devono ripetere costose analisi mediche, come esami di laboratorio o diagnostica per immagini”. Vytenis Andriukaitis, commissario responsabile per la salute, spiega così, in maniera concreta, uno degli intenti che hanno mosso la Commissione europea a rivolgere, oggi, alcune raccomandazioni agli Stati membri per giungere a uno scambio oltre le frontiere di informazioni sulle cartelle sanitarie dei cittadini Ue. L’accesso a cartelle cliniche complete e personali in tutta l’Ue potrebbe offrire benefici ai cittadini europei, ad esempio: in caso di incidente durante un viaggio in un altro Stato membro dell’Ue; migliore qualità e garanzia di continuità dell’assistenza prestata ai cittadini che si spostano all’interno dell’Unione; promozione della ricerca medica “per far fronte a importanti sfide sanitarie come le malattie croniche o neurodegenerative, agevolando la condivisione dei dati”. Senza contare il “sostegno all’efficienza e alla sostenibilità dei sistemi sanitari mediante, ad esempio, la condivisione degli esami radiologici o di laboratorio recentemente effettuati da un paziente”. In questo modo, chiarisce una nota della Commissione, “un ospedale di un altro Stato membro non dovrà ripetere esami analoghi, risparmiando tempo e riducendo i costi ospedalieri”.

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