Venezuela: Caritas su possibile arrivo di aiuti umanitari internazionali, collaborazione solo in caso di lavoro appropriato e rispettoso dei diritti umani

La possibilità di uno sblocco di aiuti umanitari “ha generato molte aspettative per le grandi necessità del popolo venezuelano in materia di alimentazione e salute”. Lo scrive la Giunta direttiva della Caritas venezuelana, in un comunicato diffuso per offrire alcune precisazioni, di fronte a tale situazione, e per comunicare che la Caritas venezuelana è disposta a collaborare solo se si lavorerà in modo “appropriato” e nel rispetto dei “diritti umani e umanitari”. La nota puntualizza che gli aiuti umanitari “sono regolati da protocolli accettati a livello internazionale” e non guardano “a interessi politici, ma solo al bene della popolazione più debole”; “non risolvono i problemi del Paese, ma solamente mitigano l’impatto” di una situazione di crisi per la popolazione più povera; “sono limitati nella loro copertura e nel tempo” e devono aiutare la popolazione a “vivere con i propri mezzi”; “non riforniscono i mercati con i diversi prodotti della dieta di base”, dato che gli aiuti alimentari non consistono negli “alimenti abituali, ma in razioni d’emergenza e supplementari per i bambini e anziani con deficit nutrizionale; “sono sempre sussidiari e non sostituiscono l’azione che lo Stato è chiamato a compiere con le sue risorse”. In considerazione di queste premesse, la Caritas venezuelana fa presente che “l’Assemblea nazionale ha chiesto l’ingresso di aiuti umanitari e ha chiesto alla Conferenza episcopale venezuelana (Cev) di partecipare a una commissione tecnica. È stato chiesto alla Caritas del Venezuela di portare la propria esperienza nel sociale”. In secondo luogo, “la commissione tecnica ha proposto alla Cev di partecipare a una riunione con diverse organizzazioni della società civile, per scambiare esperienze di lavoro”. Ancora, la Caritas comunica che “diverse organizzazioni sociali hanno sollecitato le autorità competenti a permettere l’ingresso di tali aiuti, senza ricevere ancora risposta”. Infine, la Caritas, nello spiegare la sua posizione interlocutoria, precisa che la Chiesa ha sempre operato in un contesto di “umanità, indipendenza e onestà”.

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