Padre Pedro Arrupe: card. De Donatis, “vero uomo di Dio e di Chiesa”. Fedele alla Santa Sede e ai Papi ha guidato la Compagnia “secondo gli orientamenti” del Concilio

“Un vero uomo di Dio” con “una personalità ricca di qualità umane nel conoscere, trattare, ascoltare, rispettare, curare ed aiutare gli altri, dando grande fiducia a ciascuno”. Così il cardinale vicario Angelo De Donatis tratteggia questo pomeriggio nella basilica di S. Giovanni in Laterano il ritratto del Servo di Dio padre Pedro Arrupe Gondra (1907-1991), superiore generale della Compagnia di Gesù dal 1965 al 1983, del quale oggi si apre l’inchiesta diocesana sulla vita, le virtù eroiche e la fama di santità e di segni. De Donatis, che presiede la sessione, lo descrive “semplice e povero di spirito nella sua vita quotidiana, e insieme partecipe della ricchezza di Dio”. “Ha voluto andare incontro agli ‘affamati di pane e di Vangelo'” e ha sempre incoraggiato tutti a stabilire “un contatto personale e continuo” con i poveri favorendo “attività pastorali ed educative” per loro. Padre Arrupe è stato anche un vero “uomo di Chiesa”, prosegue il cardinale vicario, di “una Chiesa che, nel 1965, concludeva il concilio ecumenico Vaticano II e cercava di metterlo in pratica”. “Profonda appartenenza alla Chiesa” e “fervido, umile e fermo desiderio di obbedire alla Santa Sede e al Santo Padre (Paolo VI, Giovanni Paolo I, Giovanni Paolo II)” le sue cifre. Il suo impegno, “cercare di integrare i migliori valori della tradizione con quelli necessari ad adattare la cristianità ai nuovi tempi” e “guidare con entusiasmo la Compagnia di Gesù secondo gli orientamenti del Vaticano II”. Un rinnovamento che “ha toccato profondamente la vita dei gesuiti” ed ha avuto conseguenze negli istituti di vita religiosa e consacrata, nell’aggiornata comprensione della consacrazione e dei voti, della vita comunitaria, della missione e della vita spirituale. P. Arrupe ha inoltre “accompagnato” molti sacerdoti e “incoraggiato i laici a prendere le loro responsabilità sia nelle scuole della Compagnia sia in associazioni internazionali come le “Comunità di vita cristiana” o l’“Apostolato della preghiera” (oggi: “Rete mondiale della preghiera del Papa”).

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