Notizie Sir del giorno: Papa negli Emirati Arabi Uniti, Venezuela, Safer Internet Day, padre Arrupe, manifesto fine vita, Erasmus+, cattedrale Agrigento

Papa negli Emirati Arabi Uniti: conferenza stampa sull’aereo, documento comune “è stato fatto nello spirito del Concilio”

“Mi accusano di farmi strumentalizzare, ma non solo dai musulmani! Da tutti, anche dai giornalisti! È parte del lavoro”. Lo ha detto il Papa, rispondendo alle domande dei giornalisti nella conferenza stampa sul volo di ritorno da Abu Dhabi. “Dal punto di vista cattolico il documento non è andato di un millimetro oltre il Concilio Vaticano II”, ha precisato a proposito del documento firmato a quattro mani con il Grande Imam di al-Azhar: “Il documento è stato fatto nello spirito del Vaticano II. Prima di prendere la decisione di dire: sta bene così, lo finiamo così, l’ho fatto leggere a qualche teologo e anche dal teologo della Casa Pontificia che è un domenicano con la bella tradizione domenicana, non di andare alla caccia di streghe ma di vedere la cosa giusta. E lui ha approvato. Se qualcuno si sente male, lo capisco, non è una cosa di tutti i giorni, e non è un passo indietro. È un passo avanti che viene da 60 anni, il Concilio che deve svilupparsi. Gli storici dicono che perché un concilio abbia conseguenze nella Chiesa ci vogliono 100 anni, siamo a metà del cammino. È accaduto anche a me. Ho letto una frase del documento che mi ha sorpreso e mi sono detto: non so se è sicura. Invece era una frase del Concilio! Nel mondo islamico ci sono diversi pareri, alcuni più radicali, altri no. Ieri nel Consiglio dei saggi c’era almeno uno sciita e ha parlato bene. Ci saranno discrepanze tra loro… ma è un processo, i processi devono maturare, come i fiori, come la frutta”. (clicca qui)

Venezuela: mons. Fernández (segretario Cev), “il popolo chiede un cambiamento politico”. “No a spargimento di sangue”

“Serve un cambiamento politico, il popolo lo chiede, per andare a elezioni chiare e trasparenti”. Ad affermarlo è mons. José Trinidad Fernández, vescovo ausiliare di Caracas e segretario generale della Conferenza episcopale venezuelana (Cev), contattato dal Sir, al termine della conferenza stampa attraverso la quale la Chiesa venezuelana si è nuovamente espressa sulla situazione del Paese a 48 ore di distanza dalle oceaniche manifestazioni pubbliche di sabato scorso, attraverso un comunicato della Conferenza episcopale venezuelana (Cev), della Conferenza dei religiosi e delle religiose (Conver) e del Consiglio nazionale dei laici del Venezuela (Cnl). Mons. Fernández evidenzia l’importanza di un pronunciamento compatto di vescovi, religiosi, laici: “Un comunicato congiunto è espressione di una Chiesa sinodale, così come ci chiede Papa Francesco. In questo caso, poi, sentiamo che questa è la posizione di tutto il popolo. Dio ci chiede di interpretare i segni dei tempi ed è quello che cerchiamo di fare”. “Siamo in costante contatto con il Vaticano, con il Papa, con il Segretario di Stato, card. Pietro Parolin e con il nunzio, mons. Aldo Giordano. Sappiamo che il Papa è molto preoccupato che ci sia spargimento di sangue. Non vogliamo che questa cosa accada, per nessuna ragione al mondo”, ammonisce mons. Fernández (clicca qui)

Safer Internet Day: Commissione Ue, gruppo di esperti per la sicurezza dei bambini nel mondo digitale

(Bruxelles) “Sono lieto di annunciare oggi, Safer Internet Day 2019, la creazione del gruppo di esperti sulla sicurezza dei bambini online”: Mariya Gabriel, commissario per l’economia e la società digitale, ha avviato questa iniziativa, intesa a “migliorare il coordinamento e la cooperazione tra gli Stati membri dell’Ue e a proporre azioni concrete per mantenere i bambini al sicuro quando utilizzano internet”. Lo slogan della giornata, “’Together for a better internet’ è un promemoria sul fatto che nessun Paese o organizzazione può agire efficacemente da solo quando si tratta della sicurezza in rete. Altrettanto importante è il coordinamento e la cooperazione tra gli Stati membri a tale riguardo”, con un lavoro inteso a proporre iniziative preventive ed educative in materia. (clicca qui)

Padre Pedro Arrupe: card. De Donatis, “vero uomo di Dio e di Chiesa”. Ha guidato la Compagnia “secondo gli orientamenti” del Concilio

“Un vero uomo di Dio” con “una personalità ricca di qualità umane nel conoscere, trattare, ascoltare, rispettare, curare ed aiutare gli altri, dando grande fiducia a ciascuno”. Così il cardinale vicario Angelo De Donatis ha tratteggiato questo pomeriggio nella basilica di S. Giovanni in Laterano il ritratto del Servo di Dio padre Pedro Arrupe Gondra (1907-1991), superiore generale della Compagnia di Gesù dal 1965 al 1983, del quale oggi si apre l’inchiesta diocesana sulla vita, le virtù eroiche e la fama di santità e di segni. De Donatis lo ha descritto “semplice e povero di spirito nella sua vita quotidiana, e insieme partecipe della ricchezza di Dio”. “Ha voluto andare incontro agli ‘affamati di pane e di Vangelo’” e ha sempre incoraggiato tutti a stabilire “un contatto personale e continuo” con i poveri favorendo “attività pastorali ed educative” per loro. Padre Arrupe è stato anche un vero “uomo di Chiesa”, di “una Chiesa che, nel 1965, concludeva il concilio ecumenico Vaticano II e cercava di metterlo in pratica”. “Profonda appartenenza alla Chiesa” e “fervido, umile e fermo desiderio di obbedire alla Santa Sede e al Santo Padre (Paolo VI, Giovanni Paolo I, Giovanni Paolo II)” le sue cifre. (clicca qui)

Fine vita: firmato a Roma un manifesto interreligioso per garantire diritti, cure, dignità e supporto spirituale negli ospedali

Un manifesto in nove punti che definisce i diritti e garantisce, oltre alle cure, il rispetto della dignità e il supporto religioso e spirituale per chi si trova nella fase finale della vita in strutture sanitarie. È il manifesto interreligioso dei diritti nei percorsi di fine vita presentato e firmato questa mattina a Roma, nel Complesso monumentale del Santo Spirito a Roma, frutto di particolare sensibilità nei confronti del dialogo interreligioso in ambito sanitario e volto a creare un percorso che porti ad impegni concreti. Diritto di disporre del tempo residuo; al rispetto della propria religione; a servizi orientati al rispetto della sfera religiosa, spirituale e culturale; alla presenza del referente religioso o assistente spirituale; all’assistenza di un mediatore interculturale; a ricevere assistenza spirituale anche da parte di referenti di altre fedi. E ancora: diritto al sostegno spirituale e al supporto relazionale per sé e per i propri familiari; al rispetto delle pratiche pre e post mortem; al rispetto reciproco. (clicca qui)

Formazione: Erasmus+, Serbia entra a far parte del programma europeo. Nuove opportunità per giovani e scuole

(Bruxelles) “Sono molto lieto di dare il benvenuto alla Serbia come Paese partecipante al programma Erasmus+. Questo nuovo status consentirà alla Serbia di prendere parte a più azioni nei settori dell’istruzione superiore e della gioventù, avviare la sua partecipazione allo sport, all’istruzione e alla formazione professionale e alle azioni formative per il personale scolastico e degli adulti”. Il commissario con deleghe a istruzione e cultura, Tibor Navracsics, e il ministro dell’istruzione, della scienza e dello sviluppo tecnologico della Serbia, Mladen Šarčević, hanno firmato oggi a Bruxelles un accordo per migliorare la partecipazione della Serbia al programma Erasmus+. Navracsics aggiunge: “La Serbia è già un partner attivo del programma: dal 2014, quasi 7.000 studenti e personale scolastico serbi hanno vissuto un periodo di apprendimento all’estero e circa 4.300 europei sono andati in Serbia per studiare o insegnare”. (clicca qui)

Diocesi: Agrigento, il 22 febbraio riapre la cattedrale dopo 8 anni di chiusura

La cattedrale di Agrigento, chiusa dal 2011 per rischio di crolli, riaprirà al culto il 22 febbraio, tre giorni prima della festa patronale di san Gerlando. A darne l’annuncio don Giuseppe Pontillo, direttore dell’Ufficio beni culturali ed ecclesiastici della Curia di Agrigento e parroco della cattedrale. “La riapertura della cattedrale – spiega don Pontillo – oltre ad avere un valore per la collettività dei fedeli potrà avere delle importanti ricadute turistiche. In questi otto anni le celebrazioni diocesane presiedute dall’arcivescovo sono state celebrate in diverse chiese, facendo perdere alla comunità il punto di riferimento più importante, la cattedrale quale segno di unità del popolo di Dio radunata attorno al suo vescovo. La comunità civile – prosegue don Pontillo – ha vissuto la chiusura della cattedrale come una separazione poiché non ha avuto più un punto di riferimento cittadino. Il mondo della culturale si è visto privare di un tesoro architettonico unico nei suoi diversi stili. La parte economica della città e del territorio, specialmente quella legata al turismo, ha subito un duro colpo con la chiusura, nonostante lo sforzo della diocesi di mantenere alcune parti fruibili per le visite”. (clicca qui)

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