Diocesi: Cefalù, il “Laboratorio della speranza” muove i primi passi. Il vescovo Marciante, “i giovani veri protagonisti del progetto”

“È tempo di servire concretamente il nostro territorio, è tempo di rimboccarci le maniche e cominciare a tracciare i solchi”. Con queste parole che il vescovo di Cefalù, mons. Giuseppe Marciante, annuncia l’attivazione dell’indirizzo mail del Laboratorio della speranza. “È il primo dei passi concreti necessari alla realizzazione del progetto – spiega il presule – al quale lavoriamo da mesi, in sintonia e in collaborazione con chi ha a cuore la vita dei nostri giovani e la sopravvivenza della nostra terra, con chi ha responsabilità amministrative, politiche e gestionali, con chi non vuole andare via ma semplicemente restare, non solo a lavorare e ad investire se stesso e le proprie capacità, ma a vivere con la dignità che è necessaria”. Più volte il vescovo aveva manifestato il “desiderio di stimolare la fantasia e le potenzialità dei giovani per un rinnovato rilancio occupazionale nel territorio Madonita”. Un “sogno”, come lo ha definito lo stesso presule, che ha riscontrato prima l’interesse e poi l’entusiasmo di tanti che lo hanno condiviso: sindaci, parroci, cooperative, ma soprattutto gli stessi giovani che hanno partecipato all’incontro dello scorso 23 dicembre, presso la rettoria San Domenico a Cefalù. “Saranno loro i veri protagonisti di questo progetto – spiega al Sir, mons. Marciante – ed è a loro che faccio appello perché inviino idee e contributi, ci propongano progetti, condividano con noi l’idea che hanno di futuro in questa terra. Vogliamo sognare insieme a quanti abitano il nostro territorio – aggiunge – e aiutarli a dare forma tangibile alle possibilità individuate”. Nella concretezza, l’indirizzo mail è la destinazione presso la quale presentare idee e progetti che possono pervenire da parte di chiunque, senza alcun limite o restrizione. Una per una, le mail saranno vagliate da una apposita commissione che ne valuterà i contenuti e studierà le possibili forme di co-partecipazione. La commissione è coordinata dal Servizio diocesano per la Pastorale sociale e il lavoro, ma anche lo stesso vescovo ha voluto farne parte personalmente. “È un impegno che sento di dovermi assumere: ritengo, infatti, importante che i giovani riscoprano il volto materno della Chiesa, madre che deve saper ridare speranza e che, come ci ha detto il Santo Padre, deve porre i giovani al centro dell”oggi’ della Chiesa e del mondo”.

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