Sant’Agata: mons. Gristina (Catania), “la vera devozione deve diventare sempre più imitazione”

“La vera devozione deve diventare sempre più imitazione”. Lo ha ricordato questa mattina l’arcivescovo di Catania, mons. Salvatore Gristina, durante la messa dell’aurora celebrata in cattedrale in occasione della festa della patrona della città siciliana. “Agata fu quel terreno buono dove la Parola produsse frutto veramente abbondante – ricorda mons. Gristina – per capire Agata dobbiamo inquadrare la sua vita nel Vangelo, altrimenti la sua vicenda è incomprensibile. Oggi il Signore ci parla e in Agata ci dimostra che la sua Parola, il Vangelo di Gesù, si può realizzare nella nostra esistenza quotidiana, come lo fu per Agata”. L’arcivescovo di Catania ripercorre la vita della patrona della città e la sua testimonianza di fede. “Quando fu interpellata dal governatore Quinziano – ricorda – circa la sua condizione sociale, rispose con fierezza “sono nata libera, di nobile famiglia”. All’insistenza di Quinziano: “Se attesti di essere libera e nobile, perché mostri di vivere e vestire da schiava?”, Agata proclamò: “Perché sono serva di Cristo … La massima libertà e nobiltà sta qui: nel dimostrare di essere servi di Cristo”. Tutto ciò, fratelli e sorelle, è straordinario: una ragazza che poteva, come tante coetanee, andare dietro a cose futili, dà tale testimonianza di maturità, di sapienza e di coraggio”. Sull’esempio di sant’Agata, mons. Gristina ha invitato i fedeli a trasformare la s. messa “in fonte d’amore per Gesù e per il prossimo, per i poveri, i sofferenti, le persone che attendono da noi solidarietà e vicinanza cordiale e operosa”.

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