Papa negli Emirati Arabi Uniti: al Founder’s Memorial, “bandire ogni sfumatura di approvazione dalla parola guerra”. Cita Yemen, Siria, Iraq e Libia

“La corsa agli armamenti, l’estensione delle proprie zone di influenza, le politiche aggressive a discapito degli altri non porteranno mai stabilità. La guerra non sa creare altro che miseria, le armi nient’altro che morte!”. È il forte appello con cui si è concluso il primo discorso del Papa negli Emirati Arabi Uniti, pronunciato al Founder’s Memorial di Abu Dhabi davanti a 700 esponenti di diverse Confessioni religiose. “La fratellanza umana esige da noi, rappresentanti delle religioni, il dovere di bandire ogni sfumatura di approvazione dalla parola guerra”, l’invito ai presenti: “Restituiamola alla sua miserevole crudezza. Sotto i nostri occhi sono le sue nefaste conseguenze”. “Penso in particolare allo Yemen, alla Siria, all’Iraq e alla Libia”, ha specificato il Papa, facendo eco all’appello per la pace in Yemen lanciato durante l’Angelus che ha preceduto la partenza per il suo 27° viaggio apostolico. “Insieme, fratelli nell’unica famiglia umana voluta da Dio, impegniamoci contro la logica della potenza armata, contro la monetizzazione delle relazioni, l’armamento dei confini, l’innalzamento di muri, l’imbavagliamento dei poveri”, l’esortazione di Francesco: “A tutto questo opponiamo la forza dolce della preghiera e l’impegno quotidiano nel dialogo. Il nostro essere insieme oggi sia un messaggio di fiducia, un incoraggiamento a tutti gli uomini di buona volontà, perché non si arrendano ai diluvi della violenza e alla desertificazione dell’altruismo. Dio sta con l’uomo che cerca la pace. E dal cielo benedice ogni passo che, su questa strada, si compie sulla terra”.

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