Giornata per la vita: mons. Perego (Ferrara-Comacchio), “va sempre alzata e difesa”

“Qual è il nostro orgoglio? Il turismo, le vacanze, la villa, il cagnolino o il figlio?”. È partita dalla domanda rivolta da Papa Francesco ai giornalisti nel viaggio di ritorno dalla Gmg di Panama, la riflessione che mons. Gian Carlo Perego, arcivescovo di Ferrara-Comacchio ha fatto ieri in occasione della messa celebrata per la Giornata per la vita. “Papa Francesco è rimasto impressionato dai bambini sollevati in aria con orgoglio – spiega – è rimasto colpito di come in questi Paesi del Centro America i bambini, i figli sono il centro di tutta la loro vita e, al tempo stesso, il futuro del loro Paese. La cultura della vita informa l’esistenza delle famiglie, ordina le loro risorse. Al tempo stesso il Papa guarda a noi, al nostro stile di vita europeo, che vive un inverno demografico e ci pone una domanda: cosa conta di più per voi, cosa alzate in alto?”. Mons. Perego ha sottolineato che “la vita e la sua tutela in tutte le età e condizioni genera futuro. Il Signore, non l’uomo, è il Creatore: è una consapevolezza no scontata oggi, dove tutto sembra essere un nostro prodotto, anche la vita. E questa vita che è dono di Dio ha bisogno di essere rispettata sempre con quella carità che guarda tutti e nessuno esclude”. Riallacciandosi al messaggio dei vescovi italiani, mons. Perego ricorda che “accogliere, servire, promuovere la vita umana e la sua dimora che è la terra significa scegliere di rinnovarsi e rinnovare, di lavorare per il bene comune guardando in avanti”. L’arcivescovo di Ferrara-Comacchio ha ricordato “la necessità di una politica familiare, sempre annunciata e mai realizzata, con al centro un patto per la natalità”. “Per un futuro migliore – aggiunge richiamando il messaggio dei vescovi Cei – siamo chiamati all’accoglienza della vita prima e dopo la nascita, in ogni condizione e circostanza in cui essa è debole, minacciata e bisognosa dell’essenziale: alla piaga dell’aborto, che non è un male minore, è un crimine, si aggiunge il dolore per le donne, gli uomini e i bambini la cui vita, bisognosa di trovare rifugio in una terra sicura, incontra tentativi crescenti di respingere profughi e migranti verso luoghi dove li aspettano persecuzioni e violenze”.

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