Giornata per la vita: mons. Giulietti (vescovo delegato Perugia), “accogliere la vita con la sua fragilità per quello che è”

“La vita va accolta sempre, ogni volta che si manifesta nella sua fragilità”. Lo ha evidenziato mons. Paolo Giulietti, vescovo delegato ad omnia di Perugia-Città della Pieve, nell’omelia della messa per la XLI Giornata nazionale per la vita, celebrata sabato sera nella chiesa parrocchiale di San Raffaele Arcangelo del capoluogo. “C’è una fragilità strutturale della vita – ha spiegato mons. Giulietti – che appartiene al nostro quotidiano: i bambini prima di nascere, gli anziani al termine della vita, gli ammalati… Poi c’è una fragilità straordinaria come l’immigrazione, la crisi economica, l’impoverimento, quei fenomeni che non appartengono all’ordinario svilupparsi della vita. Eppure, come ha detto Papa Francesco ai giovani di Panama, chi non abbraccia la vita per quello che è non può accogliere la salvezza”.
Il vescovo ha poi messo in relazione il passo del Vangelo di Luca (Lc 4,21-30) con l’invito dei vescovi italiani contenuto nel loro messaggio per la XLI Giornata per la vita, quello di “uscire dai due atteggiamenti dei paesani di Nazareth che rifiutano l’ordinario e non sono aperti allo straordinario. Rifiutano di credere che la salvezza di Dio passi attraverso la persona normale e rifiutano anche di accogliere la libertà di Dio nel fare quello che crede Lui e non quello che vogliono gli uomini nei loro disegni e nelle loro aspettative”. “Queste due fatiche – ha evidenziato – stanno sempre dinanzi a noi come agli abitanti di Nazareth e valgono per ogni occasione di salvezza. La salvezza che ci arriva attraverso la Parola, i Sacramenti e la Chiesa; la salvezza che ci arriva attraverso la vita, perché nella vita è il Signore che ci viene incontro”. “L’incapacità di accogliere la fragilità di questa esistenza nel suo ordinario e nel suo straordinario è incapacità di accogliere ancora una volta la salvezza di Dio”, ha ammonito mons. Giulietti. “Che la celebrazione di questa Giornata per la vita ci aiuti davvero ad abbracciare la vita, a permettere che il Signore, proprio perché noi accogliamo la vita con la sua fragilità per quello che è, ci entri dentro e la salvi, ci salvi e ci renda strumenti di salvezza”.

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