Diocesi: mons. Agostinelli (Prato), “incomprensibile la scelta di chiudere la redazione del Tirreno in città”

“Vorrei unirmi anche io alle voci di coloro che hanno espresso rammarico per la chiusura della redazione pratese del quotidiano Il Tirreno. È sempre stata mia abitudine sfogliare i quotidiani di primo mattino, la ‘preghiera laica’ dell’uomo moderno secondo Hegel, alla quale non mi sono mai sottratto. Ho avuto così modo di leggere e apprezzare il lavoro dei giornalisti del Tirreno di Prato”. Lo scrive il vescovo di Prato, mons. Franco Agostinelli, nel messaggio indirizzato ai giornalisti del Tirreno in vista della chiusura della redazione pratese. “Penso che i mezzi di comunicazione siano occhi, orecchi e voce insostituibili per la democrazia e per il bisogno di ciascuno di noi di avere una informazione libera, seria e attenta alla complessità della vita”, continua il presule. Riflettendo sul fatto che “Prato è una città molto popolata”, il vescovo reputa “incomprensibile” questa decisione “agli occhi di un lettore e di un cittadino”. “Prato vive una realtà quotidiana dinamica, dove tutto si svolge e accade con ritmi talvolta frenetici. Occorre che i giornalisti osservino e raccontino con la dovuta attenzione quanto avviene nella nostra comunità in modo da potercela raccontare con la giusta obbiettività e trasparenza”. Secondo mons. Agostinelli, “perdere un presidio come quello della redazione del Tirreno” è “un impoverimento culturale dell’intera città”. “Sono lieto che le pagine pratesi del giornale continuino ad esistere e che i posti di lavoro siano garantiti. Ma non è la stessa cosa. Lavorare in una redazione, avere un luogo fisico nel quale incontrarsi, scambiarsi le idee, scrivere e fare comunità è un valore aggiunto al lavoro di giornalista”.

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