Patrimonio ecclesiastico: mons. Russo (Cei), “no a pressapochismo, sì a sinodalità”

“Lasciare il pressapochismo fuori dalla porta, dare qualità e attivare quelle attenzioni della sinodalità che per noi sono identitarie e non facoltative”. Sono queste le indicazioni di mons. Stefano Russo, segretario generale della Cei, agli economi e ai responsabili degli uffici amministrativi riuniti a Roma per il loro Convegno nazionale. “Bisogna uscire fuori da un atteggiamento solamente amministrativo e ricordare che quello che facciamo e come lo facciamo è esposto al giudizio del mondo e che dunque dobbiamo essere sempre testimoni autentici”, ha affermato mons. Russo tirando le conclusioni della seconda giornata di lavori che ha avuto come focus il patrimonio ecclesiastico.
“Avere una conoscenza e una coscienza del patrimonio è fondamentale e questo richiede un lavoro ordinario continuo, quotidiano, costante”, ha osservato il segretario generale della Cei sottolineando che tale operazione “è legata alla progettazione e alla programmazione, che vanno portate avanti nell’ordinario e non nello straordinario”. “Siamo abituati – ha lamentato – ad occuparci del nostro patrimonio in occasione delle emergenze per parare il colpo, mentre siamo chiamati ad essere testimoni di un lavoro costante”. È necessario, ha chiarito, “evitare le improvvisazioni che ancora trovano residenza in tante realtà” e “non farsi prendere la mano, ricordando che la redditività è un mezzo e non un fine e che occorre rispetta la finalità di religione e di culto”.

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