Patrimonio ecclesiastico: mons. Rivella (Apsa), “leggenda metropolitana quella per cui 1 immobile su 4 in Italia è della Chiesa”

“Nelle leggende metropolitane, un immobile su 4 in Italia è della Chiesa, ma non è così: questo dato non ha raffronto di tipo statistico o scientifico e la nostra sensibilità ci porta a dire che è fuori dalla realtà”. Lo ha precisato mons. Mauro Rivella, segretario dell’Apsa, riferendosi “non ai beni immobiliari riconducibili al mondo cattolico, ma ai beni di enti ecclesiastici civilmente riconosciuti, cioè di diocesi, parrocchie, seminari, fondazioni di culto e religione, istituti religiosi”. Si tratta di una fake news, ha spiegato mons. Rivella, alimentata da “una carenza strutturale” che è quella di “non disporre di un’elencazione precisa del patrimonio immobiliare dei nostri enti”. Nel suo intervento al Convegno nazionale degli economi e dei responsabili degli uffici amministrativi, il segretario dell’Apsa ha tuttavia sottolineato che “il vero problema della Chiesa in Italia non è la carenza di vocazioni, ma l’eccesso di beni immobiliari e il numero eccessivo di chiese che rappresentano un importante centro di costo”. “La manutenzione rischia di essere il vero gravame”, ha osservato mons. Rivella che pur parlando di “onere”, ha poi definito il patrimonio immobiliare “forse un investimento”, ma certamente una “risorsa”. Occorre, ha però scandito, “individuare criteri e trovare idee per utilizzarlo” e “avere l’ingegnosità di trasformare l’onere in occasione”. Tenendo presenti, ad esempio, “le esigenze di accoglienza o di dare risposta ad associazioni che hanno bisogno di spazi per svolgere le proprie attività”. Secondo il segretario dell’Apsa, comunque, non bisogna “essere nostalgici, perché a volte è meglio vendere che lasciare che quel bene crolli o sia svenduto domani”.

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