Papa Francesco: p. Fares, “in questi 6 anni di pontificato la sintesi dei suoi 40 anni di guida pastorale”

Il 9 febbraio 2017, in occasione della pubblicazione del numero 4.000 de La Civiltà Cattolica, Papa Francesco ricevette in udienza i gesuiti che vi lavorano. In quell’occasione propose ai “lavoratori” – e non, specificò, agli “intellettuali” – de La Civiltà Cattolica tre parole guida per animare una rivista davvero “cattolica”: inquietudine, incompletezza e immaginazione. A ricordarlo, nel quaderno della rivista in uscita il 2 marzo, è  padre Diego Fares richiamando il volume “Solo l’inquietudine dà pace”, apparso l’anno scorso, “nel quale giornalisti di diversa estrazione culturale hanno voluto riflettere su tali parole. Perché quelle parole e quel discorso hanno suscitato tanta attenzione? E da dove provengono?”, si chiede il gesuita. “È la spiritualità di sant’Ignazio la fonte a cui si abbevera l’inquietudine di Francesco, il suo pensiero incompleto – che è un modo per definire il discernimento – e l’immaginazione di ‘soluzioni creative’ ai problemi attuali”, spiega Fares, secondo il quale “in questi 6 anni del pontificato di Francesco stiamo vivendo la sintesi dei suoi 40 anni di guida pastorale: 20 come superiore gesuita e 20 come vescovo”. Le tre “i” – inquietudine, incompletezza e immaginazione –, “così come i quattro princìpi di Francesco che conosciamo attraverso la loro formulazione nell’Evangelii gaudium, fanno parte del metodo del Papa – la tesi di Fares –: sono i criteri che ‘ispirano’ il lavoro di condurre i processi”. Papa Francesco “fa molte cose, ed è una persona che passa facendo il bene. Ma una cosa che egli fa molto bene è ‘ispirare’ – conclude il gesuita –. Francesco non ispira soltanto idee, ma gesti che incarnano i criteri del Vangelo nella vita della gente. Ecco dunque una quarta ‘i’: ispirazione”.

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