Papa Francesco: a partecipanti incontro 50° scomparsa card. Bea, “dialogo va portato avanti a due voci”, rabbini e parroci lavorino insieme

(Foto Vatican Media/SIR)

“Il Concilio non potrà essere un punto di arrivo, bensì un punto di partenza”. A citare il card. Bea è stato il Papa, per sottolineare “il fruttuoso cammino compiuto nel dialogo tra ebrei e cattolici dopo Bea e alla sua scuola”. “Di questo percorso il vostro Centro è una tappa fondamentale”, ha detto ai partecipanti all’udienza di oggi: “Quando la Santa Sede chiese all’Università Gregoriana di istituirlo, gli affidò il mandato di diventare il progetto più importante di studi giudaici della Chiesa cattolica”. “Mentre ribadisco questo auspicio, mi congratulo con gli studenti che hanno intrapreso la via non facile dello studio dell’ebraico e della frequentazione di un mondo religioso e culturale tanto ricco e complesso”, ha proseguito Francesco: “Vi incoraggio ad andare avanti. Ringrazio anche i docenti, che con generosa dedizione mettono a disposizione tempo e competenza”. Il Papa si è poi rivolto “in modo speciale ai docenti ebrei, a quelli dell’Università ebraica di Gerusalemme e agli altri coinvolti nel Centro”: “Voi insegnate in un ambiente dove la vostra presenza rappresenta una novità ed è già di per sé un messaggio. Come, infatti, introdurre a un dialogo autentico senza una conoscenza dal di dentro?”. “Il dialogo va portato avanti a due voci, e la testimonianza di docenti ebrei e cattolici che insegnano insieme vale più di tanti discorsi”, la tesi del Papa. “Finora il dialogo ebraico-cristiano si è spesso svolto in un ambito riservato piuttosto agli specialisti”, il bilancio di Francesco, secondo il quale “l’approfondimento e la conoscenza specifici sono essenziali, ma non bastano”: “Accanto a questo sentiero occorre imboccarne un altro, più ampio, quello della diffusione dei frutti, perché il dialogo non rimanga appannaggio di pochi, ma diventi opportunità feconda per molti”. “L’amicizia e il dialogo fra ebrei e cristiani sono infatti chiamati a oltrepassare le frontiere della comunità scientifica”, la proposta del Papa: “Sarebbe bello, ad esempio, che nella stessa città rabbini e parroci lavorassero insieme, con le rispettive comunità, al servizio dell’umanità sofferente e promuovendo vie di pace e di dialogo con tutti. Spero che il vostro impegno, la vostra ricerca e i legami personali fra cristiani ed ebrei producano il terreno fecondo per mettere radici di ulteriore comunione”.

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