Pace: mons. Gallagher (Santa Sede), “va costruita attraverso scelte fondate su principi etici”

“Spesso dobbiamo costatare che la pace si limita a garantire un precario ceasefire o a proteggere la popolazione civile – ed è già un grande risultato – dimenticando che ‘per fare la pace’ è necessario un apporto complesso e dinamico. Un’autentica cultura di pace non si può limitare soltanto ai problemi legati all’uso della forza o alle obbligazioni che incombono sugli Stati in materia di disarmo o di lotta al terrorismo, ma domanda lo sforzo di prevenire le cause che possono scatenare divisioni, conflitti e guerre”. Lo ha sottolineato, oggi pomeriggio, mons. Paul Richard Gallagher, segretario per i Rapporti con gli Stati della Santa Sede, intervenendo, presso la Pontificia Università Lateranense, al seminario di studio dal titolo “Formare gli operatori di pace”. “Ecco la necessità di avere operatori di pace – siano essi statisti, diplomatici, funzionari internazionali, militari, sacerdoti e ministri di culto, uomini e donne di buona volontà – capaci di attingere non solo alla dimensione della politica o all’attività diplomatica ma anche a quella dimensione dell’etica, alla coscienza morale, all’esperienza religiosa dando idee, significati e, soprattutto, testimonianze quanto mai necessarie nelle relazioni internazionali”. Per Gallagher, “la ricerca della pace domanda di ritornare alle basi fondamentali delle relazioni umane e quindi recuperare le basi sia dell’ordine interno alle Nazioni che di quello internazionale, come indica più volte il Concilio Vaticano II nella Gaudium et spes”.
“Una vera pace – ha illustrato il presule – va costruita attraverso scelte fondate su principi etici, condotte morali coerenti e atteggiamenti capaci di riconoscere l’uomo come origine e fine di ogni azione”, ma, ha notato, “purtroppo queste condotte le riusciamo ad esprimere solo dopo dolorosi conflitti, contrapposizioni sanguinose, divisioni fratricide all’interno di una stessa Nazione”. Invece “dovrebbero essere fondamenti ben saldi e strutturati della vita dei popoli e tra gli Stati, parte essenziale di scelte e di strumenti politici, giuridici e istituzionali di cui disponiamo ma non usiamo secondo la logica della pace”. Un esempio concreto è dato “dall’evoluzione del diritto internazionale registrata nella ormai lunga attività dell’Organizzazione delle Nazioni Unite e del complesso sistema di istituzioni ad essa collegato. La vigenza del modello Onu ha prodotto molto in termini di regolazione, applicazione e istituzionalizzazione del divieto di usare la forza per risolvere ogni contrasto tra gli Stati o per creare situazioni di fatto, ma allo stesso tempo è testimone di continue violazioni alla pace”.

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