Nicaragua: al via il Dialogo nazionale con la liberazione di circa 100 prigionieri. Giallo su esclusione di mons. Rolando José Álvarez

Ha preso il via ieri a Managua, in un clima di prudenza e discrezione, il nuovo Dialogo nazionale per superare le tensioni e le repressioni in Nicaragua. Nel comunicato letto alla fine della prima sessione, si precisa che l’incontro è servito a stabilire un’agenda e un metodo di lavoro, più che a entrare nel vivo dei problemi. La liberazione di circa 100 persone arrestate dal regime, in seguito alle repressioni degli ultimi mesi, è stata interpretata come un segnale di buona volontà, ma in carcere restano oltre 600 prigionieri politici e ci si attende, di conseguenza, che il problema sia affrontato in modo preliminare, così come il divieto alle libere manifestazioni. Il Dialogo vede la partecipazione del Governo, del catello di opposizione Alianza Civica, degli imprenditori (storici alleati di Ortega, dal quale si erano staccati lo scorso aprile) e, della Chiesa cattolica, come testimone. Ieri hanno partecipato al primo incontro l’arcivescovo di Managua e presidente della Conferenza episcopale nicaraguense, card. Leopoldo José Brenes, e il nunzio apostolico in Nicaragua, mons. Waldermar Stanislav Sommertag, i quali all’inizio dell’incontro hanno presieduto una breve preghiera di invocazione per il dono della pace. Assente, invece, mons. Rolando José Álvarez, vescovo di Matagalpa, uno dei presuli più critici verso il regime di Ortega. Secondo varie fonti, sarebbe stato lo stesso Governo a pretendere il depennamento del vescovo dall’elenco dei partecipanti al tavolo. Alla conferenza stampa hanno partecipato il cardinale Brenes, il ministro Denis Moncada e il presidente della Camera di commercio Mario Arana. Nonostante le domande dei giornalisti, non si è entrati nel merito delle questioni. Il Dialogo proseguirà anche nella giornata di oggi.

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