Italia: Mattarella, “non essere prigionieri catturati dal presente, soddisfatto se si ragionasse con una capacità di essere pronti per affrontare il futuro”

(Foto Francesco Ammendola - Ufficio Stampa e Comunicazione della Presidenza della Repubblica)

“Non aspiro a che il nostro Paese ragioni in termini di secoli; sarebbe ampiamente sufficiente, e sarei pienamente soddisfatto, se si ragionasse in termini di decenni, con una capacità di essere pronti per affrontare il futuro, per progettarlo”. Lo ha affermato questa mattina il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel suo intervento a Milano durante la cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico 2018-2019 della Libera Università di Lingue e Comunicazione Iulm. “La nostra Europa – ha sottolineato il Capo dello Stato – attraverso la sua cultura ha sviluppato il proprio futuro man mano, in mezzo a tanti ritardi, a tanti errori, a tanti scontri fratricidi, a tanti orrori nella sua storia, ma il suo tessuto culturale comune, che ha sempre superato i suoi confini, ha consentito all’Europa di andare avanti, di progredire con la capacità che la cultura le ha trasmesso, assicurandole così di andare oltre il presente”. Mattarella ha evidenziato “la capacità di essere pronti e capaci di affrontare gli eventi, gli imprevisti, le nuove sponde, i nuovi traguardi, le condizioni che si creano, di volta in volta, sempre nuove” spiegando che “questo è ciò che contrassegna l’esigenza che tutti avvertiamo: la capacità di guardare al futuro, di non essere prigionieri catturati dal presente, condizionati dal contingente”.

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