Elezioni europee: intelligence, rischio aumentino episodi di razzismo e xenofobia

“Le varie campagne propagandistiche hanno tradito l’intento di coniugare l’esigenza di proiettare un’immagine ‘moderata’ con la determinazione a preservare, per ragioni di proselitismo, i rapporti con quel variegato sottobosco comprendente anche segmenti politicizzati delle tifoserie calcistiche, nonché sigle di matrice neonazista antisemita e skinhead”. È l’analisi contenuta nella relazione annuale del Dis (Dipartimento delle informazioni per la sicurezza della Repubblica) presentata oggi al Parlamento. In quest’ultimo ambito, prosegue il rapporto, “si è registrato un rimarchevole fermento organizzativo e programmatico da parte di componenti hammerskin attestate nel Nord Italia, interessate ad espandere il proprio raggio d’azione a livello nazionale attraverso un ambizioso ‘progetto federativo’ rivolto a gruppi minori. Strumenti privilegiati di proselitismo sono la promozione di concerti d’area e di manifestazioni di carattere sia politico-culturale sia commemorativo-nostalgico, nonché di iniziative a sfondo sociale. La determinazione di tali ambienti ad acquisire peso ne ha influenzato i rapporti con altre compagini nazionali, in alcuni casi portando alla ricerca di sinergie, in altri accentuando la concorrenzialità”. I servizi di intelligence mettono in guardia dal rischio che aumentino gli episodi di razzismo e xenofobia nell’approssimarsi delle elezioni europee di maggio: “In Alto Adige i tradizionali contatti tra gruppi skinhead germanofoni e circuiti neonazisti tedeschi si sono ulteriormente rafforzati, facendo registrare la presenza di militanti altoatesini ad iniziative di protesta d’impronta xenofoba svoltesi in Germania. Si è confermata, più in generale, la spiccata proiezione internazionale delle principali formazioni d’area, con assidui e stretti rapporti con i maggiori gruppi stranieri dell’ultradestra, funzionali all’affermazione di un ‘fronte identitario paneuropeo’, a difesa delle radici etnico-culturali dell’Europa, di orientamento filorusso e pro-Assad e in contrapposizione alla Ue, agli Usa e alla Nato. Un contesto, questo, che ha confermato l’interesse dell’area nei confronti della crisi ucraina, anche in termini di sostegno attivo ai due schieramenti contrapposti”.

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