Discriminazioni: Save the Children, più di 3 ragazzi su 5 ne sono vittime ad opera dei loro coetanei

Più di 3 studenti su 5 dichiarano di essere stati vittime di discriminazione e hanno vissuto sulla propria pelle violenze o minacce, sono stati derisi ed emarginati dai loro coetanei o messi al centro di voci negative sul loro conto. L’omosessualità, l’appartenenza alla comunità rom, l’obesità o il fatto di essere di colore sono le principali “etichette” per le quali le persone rischiano di essere discriminate, secondo più dell’80% degli intervistati. A queste seguono l’essere di religione islamica, l’essere povero o disabile (per il 70%). Lo rileva un nuovo sondaggio diffuso alla viglia della Giornata internazionale contro le discriminazioni da Save the Children, realizzato su più di 2.000 studenti e studentesse di scuole secondarie di secondo grado in tutta Italia. Un’indagine realizzata da SottoSopra, il Movimento Giovani per Save the Children con il sostegno dell’Invalsi, che rientra nell’ambito della campagna “UP-prezzami” contro gli stereotipi. “La discriminazione esiste ed è pericolosa, fa male a tutti, a chi discrimina e a chi è discriminato. È terribile come ne siamo assuefatti, non la vediamo e se la vediamo, la giustifichiamo – scrivono i giovani di SottoSopra nel manifesto della campagna UP-prezzami -. Dobbiamo smettere di chiudere gli occhi, smettere di trovare scuse, di dirci che sono scherzi tra ragazzi, che c’è una giusta motivazione”. “I giovani di SottoSopra hanno voluto accendere i riflettori su un tema che li tocca da vicino e di cui ritengono si parli troppo poco. Per farlo, si sono cimentati per la prima volta, con il supporto di esperti, nella costruzione di una campagna di sensibilizzazione, in tutte le sue fasi, dalla scelta degli slogan fino alla realizzazione di un video – ha affermato Raffaela Milano, Direttrice dei Programmi Italia-Europa di Save the Children -. È fondamentale che iniziative di questo tipo partano dai ragazzi, perché sono loro per primi a vivere queste situazioni spesso drammatiche”.

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