Sviluppo sostenibile: Stefanini (Asvis), “l’Italia non è su quel sentiero, serve un cambio di approccio”

“Non ci siamo. L’Italia non è sul sentiero dello sviluppo sostenibile. Occorre avere consapevolezza di questo e vedere come reagire”. È partito da qui Pierluigi Stefanini, presidente dell’Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile, introducendo questa mattina alla Camera dei deputati l’incontro “La politica italiana e l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile. A che punto siamo?” promosso dall’Asvis sulla Legge di bilancio. Stefanini ha notato come in Italia “manca una capacità di intervento reale, concreto, misurabile, che sia nella condizione di promuovere effettivamente una prospettiva diversa” di sviluppo. Il presidente dell’Asvis ha evidenziato “la crescente e diffusa sensibilità, iniziativa, progettazione da parte di tanti soggetti di gran parte della società organizzata del Paese che sta sperimentando, sta cimentandosi” ma “mancano le risposte delle Istituzioni e della politica”. Questo anche perché c’è una “difficoltà” che consiste “nel riuscire a realizzare quel dialogo fecondo che si ponga l’obiettivo condiviso di creare valore pubblico”. Serve una “simultaneità, integrazione e compartecipazione di interventi capace di produrre quella svolta che non è più rinviabile”. “Serve – ha ammonito Stefanini – un cambio di approccio, un cambio di passo. Diventa essenziale che il ruolo dello Stato venga ripensato nelle sue diverse articolazioni” perché “c’è un problema culturale, di come si orientano, promuovono, favoriscono e incoraggiano traiettorie di sviluppo sostenibile”.
Il presidente dell’Asvis ha parlato della necessità di “risposte sostenibili perché sono durevoli, inclusive, eque ed efficienti” in diversi settori: lavoro, infrastrutture, aree urbane. Il riferimento è andato al patto per l’occupazione giovanile nel Paese, all’alternanza scuola-lavoro, all’investimento su ricerca e sviluppo, alla formazione professionale, a politiche attive sul lavoro, al sostegno all’auto impiego, alle manutenzione per la sicurezza stradale, alle infrastrutture idriche, al risparmio energetico, al trasporto ferroviario delle merci, alle infrastrutture digitali e sociali, alla mobilità urbana, al consumo di suolo, al verde urbano, alla qualità dell’aria.
Stefanini ha concluso ribadendo che “la nostra ambizione è quella di lavorare per il futuro del Paese e ci sembra doveroso dare uno stimolo affinché le Istituzioni assumano pienamente questo orizzonte nel loro lavoro”.

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