Sviluppo sostenibile: Giovannini (Asvis), “l’Agenda 2030 non è troppo astratta o generica. È utile per orientare le decisioni della politica”

“Qualcuno dice che l’Agenda 2030 è troppo astratta, troppo generica. E quindi inutile per orientare le decisioni quotidiane che la politica deve prendere. Non è così: la concretezza dei 169 target è tale per cui è facile capire se un certo intervento va nelle direzione giusta o in quella sbagliata”. Lo ha affermato Enrico Giovannini, portavoce dell’Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile, intervenendo questa mattina alla Camera dei deputati all’incontro “La politica italiana e l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile. A che punto siamo?” promosso dall’Asvis sulla Legge di bilancio. Presentando i risultati dell’analisi della Legge di bilancio 2019 alla luce dell’Agenda 2030, Giovannini ha sottolineato che “certamente la priorità alla lotta alla povertà è condivisibile, anche se sappiamo che l’attuazione dei provvedimenti sarà difficile, lunga. Ma c’è poca attenzione a dimensioni importanti di certa povertà, per esempio ai working poor”. Inoltre ci sono “interventi utili per l’agricoltura, ma manca una visione integrata”. Così come sono previste “misure utili sulla salute, ma non risolutive dei problemi del Ssn e delle diseguaglianze esistenti che anzi rischiano di aumentare a cause di alcune misure che sono destinate ad aumentare il divario tra italiani e non italiani”. “Ci sono poi degli interventi limitati per l’istruzione e l’educazione, segnaliamo che ci può essere un problema molto serio dovuto, soprattutto in termini qualitativi, al turnover del personale che impatterà sul mondo della scuola a causa di ‘Quota 100’”. Dopo aver passato in rassegna altri punti, il portavoce dell’Asvis, rivolgendosi al presidente del Consiglio, ha proposto la “predisposizione di una legge annuale per lo sviluppo sostenibile analoga a quella per la legge europea”. Inoltre è stato chiesto che il premier “assuma una forte leadership per l’attuazione dell’Agenda 2030, anche perché sarà chiamato a discutere il Reflection Paper della Commissione Ue”. Il portavoce Asvis ha concluso rappresentando il “movimento che sta avvenendo nella società italiana e nelle imprese per rendere l’equità e la sostenibilità la caratteristica fondamentale dello sviluppo italiano”.

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