Sviluppo sostenibile: Giovannini (Asvis), “Italia in netto ritardo rispetto all’Agenda 2030”

“L’Italia è in netto ritardo rispetto all’Agenda 2030. È evidente che a questi ritmi noi non solo non centreremo gli obiettivi al 2030 ma neanche i 22 target dei 169 che sono al 2020”. Lo ha affermato Enrico Giovannini, portavoce dell’Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile, intervenendo questa mattina alla Camera dei deputati all’incontro “La politica italiana e l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile. A che punto siamo?” promosso dall’Asvis sulla Legge di bilancio. “Tra il 2016 e il 2017 – ha spiegato Giovannini – si registrano miglioramenti, ancorché contenuti, per 10 goal, peggioramenti per 4 goal, sostanziale stazionarietà per 2 goal e per un goal – quello della qualità dei sistemi ecomarini – non è stato possibile effettuare un calcolo per mancanza di dati”.
Giovannini ha spiegato qual è lo stato dell’Italia relativamente ai 17 obiettivi: rispetto alla povertà “c’è un leggero segnale di ripresa nel 2017”, rispetto all’alimentazione “ci sono stati miglioramenti che si sono ultimamente fermati anche perché molte famiglie hanno rivisto al ribasso la qualità strette dalle difficoltà economiche”, riguardo alla salute “continuiamo a migliorare ma sappiamo che ci sono diseguaglianze fortissime in questo campo”. Nell’istruzione “siamo sostanzialmente fermi”, mentre “abbiamo avuto un miglioramento per ciò che riguarda le diseguaglianze di genere”. “Siamo in peggioramento continuo sulla situazione dell’acqua, un dato estremamente preoccupante”, ha proseguito il portavoce dell’Asvis, mentre “si fanno alcuni passi avanti” rispetto all’energia rinnovabile ma “si fanno passi indietro rispetto per esempio alla continuità dell’approvvigionamento elettrico in alcune aree”. Giovannini ha poi parlato di “molte ombre accanto ad alcune luci” per quanto riguarda il mercato del lavoro e l’occupazione. “Stiamo migliorando” nell’innovazione “ma siamo ancora molto staccati dai nostri competitor principali”. Rispetto alle disuguaglianze “la situazione è tornata ai livelli del 2000 che non era particolarmente rosea”. Per ciò che concerne le città “c’è un piccolo segnale di ripresa complessiva”. Nell’economia circolare “non stiamo facendo il salto di cui abbiamo bisogno” mentre nella lotta al cambiamento climatico “siamo un po’ fermi”. Per quanto riguarda la cooperazione “siamo allo 0,3% del reddito nazionale lordo in termini di aiuti e quindi molto lontani dallo 0,7% assunto come impegno”. “Cattive notizie sul fronte della qualità degli ecosistemi terrestri, con il consumo di suolo che continua ad incidere negativamente”. Infine, sulla qualità della governance – giustizia, criminalità – “ci sono dei segnali di ripresa”.
Dopo aver sottolineato “il ritmo di crescita decisamente insufficiente” nel raggiungimento dei obiettivi, Giovannini ha presentato i dati di un’indagine su cosa gli italiani pensano delle politiche per lo sviluppo sostenibile.

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