Pena di morte: Bruxelles, Congresso mondiale. Testimonianza di Ndume Olatushani, innocente, 28 anni nel braccio della morte in Usa

(Bruxelles) Ndume Olatushani ha passato 28 anni in una prigione del Tennessee, di cui 20 nel braccio della morte, per una colpa che non aveva commesso. Una cella di quattro metri per due contando i giorni che lo separavano dalla sedia elettrica, questa la sua condanna. lo ha raccontato lui stesso stamane ai partecipanti al 7° Congresso mondiale contro la pena di morte in corso a Bruxelles nella sede del Parlamento europeo. “È stato difficile conservare la speranza necessaria per restare in vita”, ma ad aiutarlo è arrivata l’arte e la passione per il disegno e la pittura. “Grazie all’arte ho trovato la libertà”, dice raccontando la propria storia. In emiciclo c’è un quadro da lui dipinto per il Congresso: un uomo sulla sedia elettrica. Ndume oltre a raccontare invita anche a “sollevare le mani e combattere” contro la pena di morte, e per chi attende l’esecuzione della condanna, come altre due persone che erano in prigione con lui e come lui per ingiusta condanna. “Oggi sono 140 i Paesi abolizionisti nel mondo; ma Paesi molto grandi e potenti hanno ancora la pena di morte nel loro arsenale giudiziario”: Cina, Usa, India, Giappone, Iran e Arabia Saudita. È Robert Badinter, già ministro della giustizia che abolì la pena di morte in Francia nel 1981, che attraverso un video messaggio si è rivolto ai partecipanti al congresso: “Cresce il numero dei Paesi in cui non la si applica più, ma l’euforia non ci deve prendere”, ha detto Badinter, “perché l’obiettivo è l’abolizione universale”.

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