Pena di morte: Bruxelles, Congresso mondiale. Aramis Ayala, “non c’è giustizia nella pena capitale”

Bruxelles, 27 febbraio: Florida Aramis Ayala (foto SIR/Marco Calvarese)

(Bruxelles) Apertura solenne stamane nell’emiciclo del Parlamento a Bruxelles del settimo Congresso mondiale contro la pena di morte organizzato da “Insieme contro la pena di morte” (Ecpm) con oltre mille delegati da 140 Paesi: Papa Francesco ha inviato un video-messaggio. Grandi personalità hanno preso la parola in aula. “La pena di morte è incompatibile con chi siamo noi”, ha dichiarato Federica Mogherini, Alto rappresentate per la politica estera dell’Ue. L’Unione è “fiera di essere la più vasta area in cui la pena di morte non è in vigore”. È “grazie all’adozione dei protocolli 6 e 13 del Consiglio d’Europa che la pena di morte è quasi scomparsa in Europa, ad eccezione della Bielorussia, cosa che mi dispiace”, ha ricordato Didier Reynders, ministro degli affari esteri del Belgio, auspicando che “il 70° anniversario del Consiglio dia la possibilità di progredire verso un continente europeo senza pena di morte”. “Obiettivo della giustizia è l’equità, ma non la si può raggiungere con la pena di morte, che è la bandiera bianca della sconfitta, è incapacità di dare giustizia”, ha argomentato l’avvocato della Florida Aramis Ayala. Uccidere per compensare una morte “è una risposta emotiva. Non c’è giustizia nel dare la morte”. Una tavola rotonda di ministri degli esteri di alcuni Paesi africani rifletterà sugli sforzi positivi del movimento abolizionista per portare all’abolizione della pena di morte.

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