Paraguay: i vescovi condannano l’uccisione di un leader indigeno, “lo Stato trovi una soluzione al conflitto agrario”

Ha destato viva impressione in Paraguay l’uccisione, avvenuta domenica scorsa, del leader indigeno Francisco López, assassinato in pieno centro, nella plaza de Armas della capitale Asunción, nei pressi dell’accampamento nel quale gli indigeni stazionano da alcuni mesi per chiedere alle istituzioni risposte sulla loro situazione e sulla questione agraria. La Segreteria generale della Conferenza episcopale paraguagia (Cep), a nome di tutti i vescovi, esprime ai familiari, agli amici e alle comunità indigene del Paraguay “appoggio e vicinanza spirituale”. Oltre a questo, stigmatizza “ancora di più, la reale mancanza di un autentico aiuto da parte dello Stato per trovare una soluzione efficace, reale e definitiva al conflitto agrario”. Infatti, “è la carenza di terra” il motivo delle richieste delle popolazioni indigene a della loro “presenza nella capitale da vari mesi”.
Proseguono i vescovi: “Condanniamo anche la mancanza di garanzie da parte delle istituzioni incaricate di vigilare sull’ordine pubblico e sulla sicurezza, di fronte all’assedio di persone che vivono ai margini e che approfittano della situazione per tendere agguati ai fratelli indigeni. Esortiamo le autorità, e specialmente l’Istituto nazionale indigeno a raddoppiare gli sforzi per proteggere i fratelli indigeni e per andare incontro alle loro legittime richieste. Non possiamo continuare a piangere la perdita di vite umane per sensibilizzarci rispetto alla situazione critica in cui vivono le persone più vulnerabili, alle quali si dovrebbe prestare un’attenzione prioritaria”.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Chiesa