Papa Francesco: udienza, “incoerenza” dei cristiani “fa male, scandalizza e non aiuta”. “La santità di Dio deve rispecchiarsi nelle nostre azioni”

foto SIR/Marco Calvarese

“Dio è santo: ma se noi, se la nostra vita non è santa, c’è una grande incoerenza”. Lo ha detto, a braccio, il Papa, nella catechesi dell’udienza di oggi, dedicata alla prima delle sette invocazioni del Padre Nostro. “La santità di Dio deve rispecchiarsi nelle nostre azioni, nella nostra vita”, ha proseguito Francesco sempre fuori testo: “Io sono cristiano, Dio è santo, ma io faccio tante cose brutte. Questo non serve, questo fa male, questo scandalizza, e non aiuta”. Quando preghiamo dicendo: “Sia santificato il tuo nome” – ha spiegato il Papa – “si sente tutta l’ammirazione di Gesù per la bellezza e la grandezza del Padre, e il desiderio che tutti lo riconoscano e lo amino per quello che veramente è. E nello stesso tempo c’è la supplica che il suo nome sia santificato in noi, nella nostra famiglia, nella nostra comunità, nel mondo intero”. “È Dio che santifica, che ci trasforma con il suo amore – ha commentato Francesco – ma nello stesso tempo siamo anche noi che, con la nostra testimonianza, manifestiamo la santità di Dio nel mondo, rendendo presente il suo nome”.

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