Mattarella a Viterbo: suor Pizzaia (Monastero S. Rosa), “un fratello che ha pregato e condiviso la bellezza della testimonianza di Rosa”

“È stato un incontro unico e arricchente, vissuto con gratitudine e spirito di condivisione dell’esperienza che al santuario facciamo nel custodire le spoglie di santa Rosa ed essere con lei donne di misericordia”: lo riferisce al Sir suor Francesca Pizzaia, superiora del monastero di Santa Rosa a Viterbo, che ieri ha accolto, insieme al vescovo mons. Lino Fumagalli, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella in visita privata. “Ci ha colpito l’intensità della sua preghiera davanti al corpo di Rosa: un grande uomo davanti a una grande donna, che si rivolgeva a lei per attingerne forza – prosegue la religiosa –. È stata la visita di un fratello ad altri fratelli, anche lui grato per la ricchezza di vita qui custodita”. La sosta al santuario è stata occasione per il capo dello Stato per “un incontro con tanti secoli di storia”, spiega suor Pizzaia, che lo ha accompagnato nella visita a spazi del monastero appena restaurati, con opere che risalgono anche al 1200. Nella sosta di preghiera alla tomba di Mario Fani, cofondatore della Società della gioventù cattolica (oggi Azione Cattolica), “abbiamo parlato della figura di Armida Barelli, fondatrice della Gioventù femminile, che aveva scelto santa Rosa come patrona in quanto ‘giovane, laica, propagandista della fede” racconta la superiora, che conclude: “Ammirando il nostro roseto, il presidente si è domandato come sarà con la fioritura: l’abbiamo invitato a venire a maggio per vedere le rose antiche in fiore”.

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