Cultura: alla Luiss presentazione del libro di Umberto Eco “Sulla televisione”. Mons. Viganò, “sua opera è un caleidoscopio”

“Un volume che rilegge l’opera di Umberto Eco come un caleidoscopio che muta a seconda del movimento”. Lo ha detto al Sir mons. Dario Edoardo Viganò, assessore al Dicastero per la Comunicazione della Santa Sede, in occasione della presentazione del volume di Umberto Eco “Sulla televisione. Scritti 1956-2015” (La nave di Teseo), curato da Gianfranco Marrone, Ordinario di Semiotica nell’Università di Palermo. All’Università Luiss “Guido Carli” di Roma, mercoledì 27 febbraio, sono intervenuti insieme al curatore del libro e a mons. Viganò anche Paolo Peverini, professore alla Luiss e consultore del Dicastero per la Comunicazione, Laura Carafoli, responsabile dei contenuti del gruppo Discovery, e Isabella Pezzini, Ordinario di Semiotica alla Sapienza, Università di Roma. Negli scritti di Eco, che vanno dalla nascita della televisione italiana a poco prima della scomparsa del celebre studioso, il 19 febbraio 2016, ha rimarcato mons. Viganò, “si trovano tracciati sul fenomeno televisivo, le tappe della nascita e dello sviluppo della semiotica del Novecento, fino alle ricerche e le ipotesi che proprio in ambito semiotico sono state avanzate per la tv”. Mons. Viganò ha poi aggiunto: “Trovo molto interessante la proposta di individuare alcune fasi nel lavoro di Eco, un lavoro che copre un arco temporale vasto: dagli esordi della TV fino al momento in cui essa non può più dirsi di massa”.
In particolare, ha precisato, “tale scansione suggerisce la rilettura in filigrana delle politiche del mondo cattolico rispetto all’audiovisivo, che vanno dalla nascita dei corsi universitari e ai centri di comunicazione dei gesuiti, in quella fase dal ’68 nella quale va sviluppandosi una semiotica della cultura, fino alla fase post-mediale, che ha a che fare con il ripensamento dei sistemi comunicativi della Chiesa stessa”.

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