Robotica: Opio (Univ. Kigali, Ruanda), “rivedere dinamiche economiche perché sia al servizio del bene comune”

(Foto Siciliani-Gennari/SIR)

“Dopo molto tempo la mucca sacra del Pil è stata finalmente ridimensionata; molti economisti ritengono che il benessere sia un indicatore più importante del Pil. Questo cambiamento deve costituire la base delle decisioni anche in materia di investimenti nella robotica che deve essere finalizzata alla promozione del bene comune”. Ne è convinto Peter John Opio, vicecancelliere dell’Università di Kigali (Ruanda). Di fronte ai partecipanti alla seconda e ultima giornata del “Robo Ethics. Humans, machines and health” in corso in Vaticano, Opio invita a chiedersi se la robotica porta vantaggi a tutti, se ne promuove dignità, diritti, salute. “Il suo impiego – chiarisce – diventa un imperativo morale in caso di lavori pericolosi e contrari alla dignità e alla sicurezza della persona. Ma la robotica deve promuovere anche giustizia e inclusività e occorre bilanciarne benefici e danni. Occorre insomma trovare un compromesso”. Il relatore presenta delle best practice di utilizzo di droni in Ruanda per la distribuzione di farmaci e dispositivi medici, in Etiopia e in Kenya. “Il paradigma tecnocratico deve essere ispirato al perseguimento del bene comune. Quello che ci serve è una comprensione equilibrata, realistica e coraggiosa. Importante è stabilire un confine tra uomo e robot umanoide”. “È arrivato il momento – conclude – di rivedere l’obiettivo dell’economia, il significato e valore della crescita ma di una crescita sostenibile per tutti in un ecosistema più ampio nel quale la robotica sia realmente al servizio di tutti”.

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